Ieri era la pantofola, oggi è la slipper: la rivincita delle comfort shoes mette il tacco al tappeto

Di Isabella Prisco
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Photo credit: Courtesy Photo Aquazzura
Photo credit: Courtesy Photo Aquazzura

From ELLE Decor

Mules, babouche, sabot: messe ai piedi della quarantena, le nuove comfort shoes non si perdono più tra i meandri della città, bensì tra gli angoli di casa. Rivoluzione domestica della scarpa perfetta, per capire come e perché siano l'accessorio del momento, chiamiamole innanzitutto con il loro nome, pantofole. Le calzature da appartamento, da sempre e per sempre simbolo di una vita abitudinaria, metodica e, soprattutto, casalinga, si prendono infatti la loro meritata rivincita su tacchi e tacchettini. "Ciaba is on fire", grida la scarpiera. E mentre qualcuno ammette di possederne più di un paio, assicurando il cambio dell'outfit domenicale testa-piedi anche rimanendo tra il living e la cucina, le slipper si spogliano della loro veste da scendiletto: morbide, preziose e griffate definiscono, invece, il codice vestimentario dello smartworker. Della serie: camicia sopra, babbuccia sotto.

Così, mentre alla corte del lusso avanzano proposte (per alcuni indecenti) di ciabatte in pelliccia e montone overpriced, i brand più di nicchia, quelli del poco ma fatto bene, si concentrano su forme e stili che mettono il tacco al tappeto. Forse per sempre. Basse o extra-flat, ammettono infatti una piccola zeppa fin quanto basta perché il rialzo risulti calzare le leggi dell'ergonomia. Riprendendo quello che, qualche anno fa, fece in tempi non sospetti Crocs. Al suo debutto, infatti, l'azienda americana, fondata da Lyndon Hanson, Scott Seamans, e George Boedecker nel luglio 2002 e baluardo del Normcore, rifletté un bisogno più piscologico che di tendenza su una particolarissima calzatura di design. Per rispondere con comodità alla tenuta da lavoro ideale, lanciò sul mercato il famoso zoccolo ortopedico in Eva colorata costruito per garantire beneficio a chi lo avrebbe indossato. "All'inizio, era davvero chiamata la 'scarpa del Sunday Times', perché le persone si sentivano talmente a loro agio per uscire la domenica tra le strade di Manhattan, prendere una tazza di caffè e il New York Times, senza preoccuparsi di cambiare ciò che portavano ai piedi", ha raccontato allo stesso magazine Ellen Lynch, professoressa del Fashion Institute of Technology. Oggi, che la passeggiata quotidiana si restringe all'ora d'aria in pausa pranzo, la commistione (anche) fashion tra ciò che si indossa dentro e ciò che si porta fuori è ammessa. È un modo di vestire pratico, veloce e, finalmente, comodo.

Comodo che non significa per forza brutto, precisiamo. Come ci insegnano i look di Maria Antonietta o le più attente (e moderne) sciure della moda milanese, le ciabattine da camera sanno davvero risollevare l'animo del più banale outfit da casa: il pigiama. Tolto il completo da notte, le comfort shoes restano, ad ogni modo, con noi per tutto l'arco della giornata, accompagnandoci passo dopo passo nella nostra routine. Battono a terra durante le call di lavoro, ballano sul dancefloor sotto al lampadario il sabato sera e la domenica mattina se ne stanno lì, accanto al letto, smaniose d'attenzione. Così, felpate e guardinghe nei confronti del delicatissimo parquet, strizzano l'occhio al tacco 12 che, spuntando dalla scarpiera, è steso al tappeto, KO.

Photo credit: Courtesy Photo Carlotha Ray
Photo credit: Courtesy Photo Carlotha Ray

Poetica, semplice, intima e sostenibile: la collezione di comfort shoes firmata da Carlotha Ray è un inno alla grazia. Nata dai sogni della sua creatrice, Mariela Schwarz Montiel, designer multidisciplinare che lavora sia con le calzature che con la porcellana (nel 2012 ha firmato una linea per Limoges), è ideata a Parigi ma viene realizzata a mano in Italia. Attingendo dalla sua immaginazione, con creatività, ha dato vita a un singolare progetto, che porta il nome di sua nonna, in cui spiccano fiocchi, coulisse e leggeri decori che tutto rimandano alla femminilità dolce e sottile. Il tessuto impiegato è una particolare fibra di raso, chiamata NewLife, che, certificata e tracciabile, deriva dal riciclo di bottiglie di plastica.

www.carlotharay.com

Photo credit: Mr Belan
Photo credit: Mr Belan

Lanciato nel 2014, Sleeper è l'universo del dormire chic. Fondato da due ex redattrici di moda attive in Russia e in Ucraina, Kate Zubarieva e Asya Varetsa, il brand, al debutto con la Winter Collection FW14-15, fu nominato da Franca Sozzani su Vogue Italia il marchio del mese. Tra pigiami di seta e lenzuola di lino da capogiro, la collezione di calzature per stare in casa si racconta tra mule effetto puffy, sabot di raso e pantofole orsetto. Seguono piume e fiocchi: del resto, chi l'ha detto che l'abbigliamento da casa non può stupire (noi e gli altri)? E il pigiama indossato all day long, più che una comodità, diventa un vezzo a cui non si può più rinunciare.

the-sleeper.com

Photo credit: Courtesy Photo Calla Paris
Photo credit: Courtesy Photo Calla Paris

Calla Haynes, fondatrice dell'omonimo brand parigino, ha creato una linea sostenibile di pantofole che celebra l'artigianato marocchino. Ogni coppia delle sue Babouche, un'opera unica nel suo genere, è infatti realizzata a mano dagli artigiani attivi nella Medina di Marrakech che, abilmente, intrecciano tra loro una serie di patch riciclati da tappeti vintage di origine berbera. Disponibili in una moltitudine di colori e trame, le particolari slippers di Calla sono foderate all'interno con pelle di agnello, di provenienza locale, che viene conciata da un gruppo di pastori indipendenti e trattata con coloranti vegetali naturali.

www.calla.fr

Photo credit: Josefine Laul
Photo credit: Josefine Laul

"Un flirt tra la semplicità scandinava e la sensualità dell'Europa del Sud". Si presenta così Flattered, fashion brand dall'anima sostenibile che abbraccia gli archetipi della moda classica con un guizzo di giocosità tutta contemporanea. "Guidati dai dettagli, perseguiamo un approccio semplice all'abbigliamento quotidiano", dicono dall'azienda. "Il nome Flattered deriva innanzitutto dalla nostra prima collezione di scarpette da ballo, lanciata nel 2013 nel cuore di Stoccolma". Non stupisce quindi scorgere, tra le pagine del catalogo delle loro calzature fatte a mano in Spagna, modelli di pantofoline morbide e attillate, che tra lane e pelliccette sintetiche, accolgono al meglio (e con stile) i passi tra le mura domestiche.

www.flattered.com

Photo credit: Courtesy Photo Aquazzura
Photo credit: Courtesy Photo Aquazzura

"Trascorrere più tempo in casa non significa che non si possa apparire favolose!", introduce così, con un pizzico di ironia, Edgardo Osorio la collezione Boudoir firmata per Aquazzura (anche nella foto in apertura). Composta da pantofole eleganti e scarpe da casa da diva, la linea ideata dallo shoes designer fondatore dell'azienda non ammette slipper di montone o ciabatte in peluche: la sua femminilità è un tripudio di piume e piumette che tanto ricorda le vestaglie di seta e i boa preziosi indossati dalle star del cinema come Marlene Dietrich. Il nome della collezione la dice infatti già lunga: se in francese, "bouder" significa "mettere il broncio", storicamente è anche il nome associato alla stanza più privata della dimora, un piccolo salotto, adiacente alla camera da letto, ideato per cambiarsi d'abito e dare sfoggio dei capricci più modaioli.

www.aquazzura.com