Ieri il Ddl Zan è finalmente approdato in Senato, ma a che punto siamo con l'approvazione?

·3 minuto per la lettura
Photo credit: Nicolò Campo - Getty Images
Photo credit: Nicolò Campo - Getty Images

La tensione si fa sentire, come un pensiero costante: dopo mesi di discussioni, petizioni, scontri, manifestazioni il Ddl Zan è in Senato e siamo tutti in attesa di capire se verrà approvato e se l'Italia avrà finalmente una legge per tutelare da omobifobia, transfobia, misoginia e abilismo. La prima giornata (leggi il primo round) si è conclusa ieri e si preannuncia uno scontro acceso come del resto potevamo aspettarci visto la strenua opposizione dei conservatori che hanno reso abbastanza chiara la loro intenzione di ostacolare ad ogni costo questo disegno di legge. Ecco cosa sappiamo finora (e teniamo le dita incrociate).

Questo contenuto non è disponibile a causa delle tue preferenze per la privacy.
Per visualizzarlo, aggiorna qui le impostazioni.

Quella di ieri, come spiega Repubblica, è stata una discussione più procedurale e tecnica che politica, eppure non sono mancati gli scontri. Anzi, le proteste e la confusione in aula ha costretto la presidente Elisabetta Casellati a richiamare all'ordine arrivando a ricordare ai senatori che "gli Europei li abbiamo già vinti, non accetto cori da stadio". Per il momento si è deciso che il ddl rimarrà in aula, dunque nessuno stop dei lavori né rinvii in commissione come avevano richiesto Lega e Fratelli d'Italia. Le questioni pregiudiziali di costituzionalità presentate sempre da Lega e FdI sono state bocciate con soli 12 voti di scarto: "Con 136 voti contrari, 124 a favore e 4 astenuti l'Aula del Senato ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità, avanzate da Lega e Fratelli d'Italia sul ddl Zan",

ha comunicato la presidente chiudendo la seduta. Dunque la discussione proseguirà secondo i tempi previsti dal calendario dell'Aula: come spiega la capogruppo PD al Senato, Simona Malpezzi oggi verrà esaminata la questione sospensiva, si andrà quindi a giovedì mattina per poi riprendere la discussione martedì. "Sempre martedì, alle 12, è fissato il termine per gli emendamenti", spiega Malpezzi.

Questo contenuto non è disponibile a causa delle tue preferenze per la privacy.
Per visualizzarlo, aggiorna qui le impostazioni.

Il fulcro della discussione, in ogni caso, riguarderà proprio i singoli emendamenti presentati dalla destra, ma anche da Italia Viva su diversi punti del disegno di legge. Se dovessero passare, costringerebbero il ddl Zan a tornare alla Camera per una nuova approvazione e soprattutto aggiungerebbero ulteriori modifiche a un testo che è già stato adattato in mesi e mesi di discussioni. Per completare l'iter parlamentare e per arrivare all’approvazione definitiva, dunque, il testo dovrebbe venire votato così com’è, senza modifiche. Il PD in ogni caso è convinto nel portare avanti il ddl senza ulteriori compromessi a differenza di ciò che sostiene Matteo Renzi che propone "un accordo sui punti dell'articolo 1, 4 e 7".

Il dubbio però è che la proposta non abbia voti sufficienti e pare che l'esito si giocherà davvero sul filo del rasoio: le incertezze riguardano principalmente i voti di Italia Viva, ma anche all’interno del PD e del Movimento 5 Stelle c'è dello scetticismo. D'altro canto la speranza è che con il voto segreto i franchi tiratori possano fare la differenza con qualche senatore di Forza Italia che scelga di sostenere il ddl. "Se tutti fanno il loro, il ddl Zan passa", ha dichiarato il ministro del Lavoro Andrea Orlando a Rainews 24, ma stare tranquilli mentre si gioca sulla vita delle persone non è certo un'opzione.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli