Il 31 agosto 1997 la morte di Lady Diana non andò come ce l'hanno sempre raccontata

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A pochi giorni dall’anniversario della morte di Lady Diana Spencer, avvenuta il 31 agosto 1997, il quotidiano britannico Daily Mail pubblica nuove testimonianze inedite sulla scomparsa della principessa e del compagno Dodi Al-Fayed, rimasti vittime in un incidente stradale nel tristemente iconico tunnel de l'Alma. Colin Tebbutt, ex autista di Lady D, racconta l’arrivo a Parigi e le ore trascorse a vegliare il corpo di Lady D, in attesa della royal family. A sconvolgere l’uomo e l’opinione pubblica d’oltremanica (tanto che il giornale ha intitolato il lungo articolo Un letto di morte senza dignità, ndr) è stato il modo con cui è stata gestita la veglia della principessa.

Photo credit: Langevin Jacques - Getty Images
Photo credit: Langevin Jacques - Getty Images

“Le strade erano trafficate, ma quando siamo arrivati davanti all’ospedale era come se fuori si stesse giocando una partita di calcio. C’era il caos totale”. Assieme a Tebbutt c’è Paul Burrell, maggiordomo di Diana. Entrambi quella mattina hanno preso il primo volo in partenza da Heathrow e si sono precipitati nella capitale francese. I due uomini non servono più i reali britannici, lavorano per la principessa, che dopo il divorzio ha abbandonato la protezione ufficiale della polizia, preoccupata dai possibili spionaggi per conto della royal family. Tutti quel giorno hanno abbandonato i loro impegni: il presidente francese Jacques Chirac e la moglie sono già al Pitié-Salpêtrière Hospital, mentre il principe Carlo sta volando da Aberdeen verso il Continente con le due ex-cognate.

Al primo piano della struttura c’è un’enorme stanza con ampie finestre luminose e pareti blu. Al centro un letto, su cui è stata adagiata Diana, ricoperta da un lenzuolo che le arriva fino al mento. “Sono entrato e ho visto un ragazzo inchinato che le stava rendendo omaggio - ricorda Tebbutt - e come lui c’erano altre persone che entravano e uscivano per salutare”. Preoccupato, l’ex autista decide di mettere in sicurezza tutto il piano, e di creare una base operativa per comunicare con Londra. Anche l’allora ambasciatore britannico Michael Jay avrebbe rievocato lo stesso episodio: “Ho spiegato che avremmo cercato di ridurre al minimo il numero di coloro che stavano andando a fare visita, senza offendere le usanze locali fortemente radicate. Ho spiegato ai funzionari francesi che l’ultimo saluto non era una forte tradizione britannica o anglicana”.

Photo credit: New York Daily News Archive - Getty Images
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Ma non è quella l’unica preoccupazione, c’è un’altra questione da risolvere e riguarda la privacy della principessa. “Ho guardato fuori dalle finestre e sui tetti vicini si era radunata una folla di persone. Non credo che sapessero esattamente dove fossimo, ma cercavano di fare delle foto e non c’era nessuna tenda a proteggerci”, Tebbutt chiede che vengano immediatamente portate delle coperte. “Abbiamo oscurato i vetri - prosegue - ma era agosto, e faceva molto caldo. Ho subito richiesto anche dei ventilatori - L’uomo dirà in seguito che per volere di Buckingham Palace il corpo della principessa non poté essere spostato in obitorio - Li ho collegati alla corrente e ho visto i capelli di Diana muoversi. Per un attimo, solo per un attimo, mi è sembrato che fosse ancora viva. È stato uno dei momenti peggiori della mia vita”.

Photo credit: Princess Diana Archive - Getty Images
Photo credit: Princess Diana Archive - Getty Images

Nel pomeriggio arriva il permesso per sistemare il corpo di Lady Diana: indosserà il vestito di Lady Jay, moglie dell’ambasciatore, e tra le mani verrà messo il rosario regalatole da Madre Teresa, assieme alla foto dei due figli. Il rientro in patria della bara, a bordo di un volo della RAF, viene seguito in diretta da 19 milioni di spettatori, per strada si è già radunata una folla che vuole rendere omaggio alla “donna più famosa del mondo”. Gli ultimi ricordi di Colin Tebbutt riguardano il giorno del funerale, l’autista e fidata guardia di Diana è uno dei pochi che assieme alla famiglia accompagna la principessa fino al luogo della sepoltura: “Ho mantenuto le distanze, una volta terminata la cerimonia mi sono seduto accanto alla signora Shand Kydd (madre di Diana, ndr). Siamo rimasti in religioso silenzio, tornando a casa abbiamo preso un caffè, e poi ci siamo separati”.

Photo credit: Anwar Hussein - Getty Images
Photo credit: Anwar Hussein - Getty Images

Il primo luglio 2021, Diana Spencer avrebbe compiuto sessant’anni, per celebrare la ricorrenza i due figli William e Harry hanno commissionato una statua all’interno del giardino di Kensington Palace, che ritrae la madre circondata da tre bambini, in ricordo del suo ruolo di ambasciatrice per le cause umanitarie. “Ogni giorno vorremmo che fosse ancora con noi”, hanno detto i due principi, “Speriamo che questa statua venga vista come un simbolo della sua vita e della sua eredità”.

Photo credit: WPA Pool - Getty Images
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