Il 44% degli italiani ha rinunciato ai controlli medici per paura del Covid

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AGI - Nell'ultimo anno buona parte degli italiani hanno evitato di fare controlli per paura dei contagi e incontrato difficoltà a essere visitati dal medico di base. Come si legge nel Rapporto Italia dell'Eurispes, il 44% degli intervistati afferma di aver evitato di far visite di controllo nel corso dell'ultimo anno per non frequentare luoghi a rischio di contagio Covid e il 42,4% ha incontrato difficoltà per essere visitato dal medico di base.

Un terzo dei cittadini (33,3%) si è visto rimandare un intervento chirurgico o una terapia per indisponibilità delle strutture sanitarie, una quota di poco inferiore (31,8%) ha incontrato difficoltà a trovare assistenza sanitaria dopo aver contratto il Covid, il 28,5%, quando ha avuto un problema di salute, ha rinunciato a visite e/o esami per timore di contagiarsi nelle strutture sanitarie.

Sempre sul fronte della salute e in previsione del 'No tabacco day' si inseriscono l'indagine dell'Eurispes sui centri antifumo, quella sul vaping e sul tabacco riscaldato in un'ottica di riduzione del danno.

L'indagine sui centri antifumo in Italia ha evidenziato come la quota di pazienti presi in carico dai Centri antifumo è pari a 18.700, rappresenterebbe lo 0,16% del totale dei fumatori.

L'attività dei Centri antifumo come struttura di supporto alla popolazione fumatrice ha un limitato successo per quanto riguarda le terapie miranti alla cessazione del fumo. Il 76% dei responsabili interpellati si dice aperto ad altre possibili strategie, pur permanendo una forte contrarietà (48%) verso l'impiego dei prodotti senza combustione quali alternative al consumo tradizionale di tabacco.

Dal 2019 al 2021, tuttavia, cresce la quota dei responsabili (dal 9 al 20%) che denuncia di non disporre di informazioni sufficienti per valutare il potenziale impatto dei nuovi strumenti che superano la combustione in logica della riduzione del rischio. Dall'indagine su tabacco riscaldato e vaping realizzati dall'Eurispes, emergono poi indicazioni interessanti.

Tra queste, di particolare valore risulta l'intreccio tra consumo dei nuovi prodotti e diminuzione del fumo di sigaretta o, addirittura, in apprezzabile percentuale, la cessazione dal fumo tradizionale.

Innanzitutto si registra un effetto sostituzione dei nuovi prodotti rispetto alle sigarette: il 95,7% dei rispondenti dichiara di essere stato precedentemente fumatore di sigarette tradizionali, mentre l'81,5 % degli utilizzatori dichiara di aver cessato il consumo di sigarette, dati significativi vista la quota di fumatori che non ha mai provato a smettere di fumare (62%).

Anche tenendo conto che gli studi clinici e scientifici non escludono rischi relativamente all'uso dei nuovi prodotti, quello che è certo è che nel caso della permanenza nell'area del consumo dei prodotti tradizionali questi rischi, per altro assai amplificati, diventano certezze assolute. Mantenendo comunque la necessaria attenzione al principio di precauzione che informa le Istituzioni sanitarie, secondo l'Eurispes queste dovrebbero in buona misura "aprire" a quello della riduzione del rischio.

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