Il beauty salon (non convenzionale) di Kiev che abbraccia la bellezza pensata per essere imperfetta

Di Alessia Musillo
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Photo credit: Balbek Bureau
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From ELLE Decor

Esiste davvero un salone di bellezza così. Tuttavia, quelli che vediamo in Italia, che frequentiamo da una vita, sposano il raffinato ma ormai obsoleto concetto che i difetti (estetici, a questo punto anche architettonici) siano imperfezioni da evitare. Invece, tutto "il bello" di questo beauty salon a Kiev sta proprio nei suoi difetti. Il carattere industrial, ispirato alla città che lo ospita, abbraccia una bellezza luminosa - ed è subito contrasto, questione per cui venirne a capo: il bello sta anche nelle imperfezioni?

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Il progetto Say No Mo direbbe: sì. Lo firma Balbek Bureau, studio di design d'interni ucraino che ha pensato di ribaltare le convizioni sui saloni di bellezza realizzando uno spazio non convenzionale. Massaggi e manipolazioni di benessere danno da vivere al pian terreno ai piedi di un edificio centenario. Si disperdono in ulteriori stanze seminterrate, fra soffitti alti 4 metri a contatto con una struttura in muratura fatta di locali scultorei realizzati con gettate di calcestruzzo e pannelli dorati curvi.

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La metratura è ampia e si divide fra reception e zona lounge, dove c'è un cocktail bar frequentatissimo. Lo spazio, pensato per raccontare la bellezza attraverso la caducità, ha un arco di cemento gettato in opera che ha richiesto più di 4 mesi per vedere la sua realizzazione finale. Protagonista di tutto l'interior design è la pietra. Forma monolitica, centralità scultorea - il bancone di accoglienza del bar parla al pavimento in cemento lucidato, creando un piacevole contrasto tra ciò che si trova in natura e ciò che è artificio. Il gusto elegante è una via battuta dai mobili, contemporanei e minimalisti, che arricchiscono lo spazio di freschezza.

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Il lusso a confronto con il tono industriale si realizza nei colori dei rivestimenti: accaio, oro scintillante, bianco e grigio. Tutto dialoga all'interno del salone: le irregolarità delle pareti originali con le mensole del bar (al contrario, perfette). E tutto quell'oro si lega allo stile del kintsugi: eccole, le piastrelle rotte delle pareti che rinascono con il tocco giapponese; eccolo, il lavabo soviet che torna a vivere la sua seconda vita grazie al colore oro. Come piccole lampadine, queste linee aiutano a illuminare uno spazio chiaro e a trasformare l'imperfezione in bellezza, uno spazio pallido in una zona dove i cosmetici aiutano a risaltare la seduzione dei volti. Quanto perfetti bisogna essere per essere belli? Per fortuna, nella nostra era, conosciamo già la risposta.

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www.balbek.com