Il bikini bianco di Ursula Andress in James Bond andrà all'asta

Di Vittoria Meloni
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Photo credit: Silver Screen Collection - Getty Images
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From Harper's BAZAAR

Facendo una semplice ricerca su Google ci si imbatte quasi subito in una pagina Wikipedia esclusivamente legata alla sua storia. Il bikini bianco che Ursula Andress indossò nel primo film di James Bond ha infatti da tempo superato il suo semplice essere costume di scena per diventare simbolo e icona dai molteplici significati. A testimoniarlo anche il fatto che il 12 novembre prossimo la casa d'aste di Los Angeles Profiles in History metterà in vendita l'oggetto per un prezzo stimato di 500.000 dollari.

Ma qual è la storia di questo bikini? E soprattutto perché ha assunto nel tempo un tale valore? Per comprenderlo è necessario tornare indietro di circa sessant'anni. A fare da sfondo alla sua prima comparsa sul grande schermo, una spiaggia bianca giamaicana e un mare cristallino: è qui che Ursula Andress, nei panni di Honey Ryder, fa la sua prima apparizione in Agente 007 - Licenza di uccidere. Color avorio, con cintura bianca e fibbia d'oro, spalline strette, un fioco al centro e una fondina sul lato sinistro per contenere un grosso coltello: basta un minuto per fare la storia.

Photo credit: Courtesy United Artists
Photo credit: Courtesy United Artists

Il costume in cotone fu pensato da Ursula Andress in persona, che lavorò a stretto contatto con il direttore Terence Young e la costumista Tessa Welborn affinché il bikini potesse perfettamente adattarsi al suo corpo, mentre si assicurava la presenza di un dettaglio unico nel suo genere che potesse svelare il carattere di Honey (la fondina). La ripresa in cui Rider esce dall'acqua sotto lo sguardo attento di Sean Connery nei panni dell'agente 007, è rimasta ad oggi la più iconica scena in costume da bagno della storia del cinema: rivoluzionaria e femminista, ma seducente e potente allo stesso tempo, la ripresa rendeva giustizia a un pezzo di design fino ad allora screditato come scandaloso. Presentato per la prima volta nel 1946 a Parigi, il bikini era infatti stato, fino alla sua comparsa sul grande schermo, considerato qualcosa di troppo audace per il guardaroba di una donna. Negli anni Sessanta però, con la rivoluzione femminista e sessuale alle porte, a Ursula Andress l'onore di spalancarle. Segno inconfutabile di successo, lo stesso anno dell'uscita del film, riporta CNN Style, Playboy dedicò la sua prima cover della storia proprio al bikini.

Photo credit: Silver Screen Collection - Getty Images
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"Questo bikini mi ha portato il successo", avrebbe affermato nel 2001 l'attrice di origini Svizzere secondo CNN Style, dopo aver ritrovato il costume tra i suoi vestiti in qualche angolo della casa. "Recitare in Licenza di uccidere mi ha dato la libertà di scegliere i miei ruoli futuri e di essere finanziariamente indipendente", avrebbe dichiarato secondo quanto riportato nel catalogo della prima asta di Christie's in cui il costume venne venduto per circa 41.000 sterline a Robert Earl, co-fondatore di Planet Hollywood. Da allora le scene che hanno reso tributo a Ursula Andress e al suo storico indumento avorio sono state infinite, non ultima quella di Halle Berry che è apparsa nel 2002 in Agente 007 - La morte può attendere proprio con un bikini arancione con cintura.

Un simbolo che dunque attraversa generazioni e schermi per diventare statement di una femminilità e sensualità mai volgare, tributo alla bellezza e al potere delle donne che sognano ancora, ogni estate, un bikini in cotone color avorio.