Il Buco, Ultima notte a Soho e Competencia oficial, gli estremi che ti rapiscono e danno le vertigini a Venezia

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Photo credit: Manolo Pavon
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Una grande Mostra vive anche di estremi. Ecco in Concorso un film italiano bello e solitario come pietra preziosa, Il buco di Michelangelo Frammartino, una storia che pare lontana e ossessiva, gli Anni 60 italiani con gli speleologi in discesa esplorativa verso le viscere e, in contrappunto, il servizio tv in bianco e nero sulla nascita tutta in verticale del Grattacielo Pirelli. Un film in cui sprofondi, se vuoi, colta da vertigine, a me è successo. Oppure ne resti fuori, non c’è scelta. Ma questo non cancella la bellezza dell’opera. Vale lo stesso, all’opposto, per l’epopea swinging London Fuori concorso firmata da Edgar Wright Ultima notte a Soho, con quelle due straordinarie facce d’oggi, Thomasin McKenzie e Anya Taylor-Joy, la prima timida studentessa che arriva nella Londra attuale e si specchia, con mutazione fisica, nel suo alter ego sixties vivace e notturno, venatura dissoluta, l’Anya con imponente cotonatura e minigonna.

Photo credit: courtesy
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Per essere al sicuro dagli sdoppiamenti pericolosi non basta a Thomasin trovar rifugio nella stanza d’affitto di una pacata anziana, perché lei è Diana Rigg, leggenda appena scomparsa e c’era da aspettarsi il peggio. Non spoileriamo, il film passa da un piano all’altro con fin troppa velocità e combustione, eppure il senso di revenge femminista è talmente acceso da sconvolgere. È bello anche ritrovare, con un frisson, quei volti da free cinema, Rita Tushingham e il demoniaco Terence Stamp. Imperfetto per troppa ambizione il film non passa inosservato, con tutti quegli scheletri post-mee too.

Squadrato, geometrico, tutto calcolato sull’inganno della recitazione e l’illusione della fama, si distingue in concorso Competencia oficial con Penelope Cruz regista alla moda, estrema nello stile, carrierista nei modi, prepotente sino a mettere a tappeto le due star protagoniste del suo film, il bellone Antonio Banderas e l’impegnato Oscar Martinez. Pugni sottobanco, scenate di gelosia, macchinazioni orrende del narcisismo anche quando si finge umile. Attori, insomma. Ma che bello scoprire il lato debole (qui anche buio) delle star.

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