"Il catcalling è irrispettoso e volgare": anche Michelle Hunziker si schiera con la figlia Aurora

Di Monica Monnis
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Daniele Venturelli - Getty Images
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From ELLE

Catcalling. Da quando Aurora Ramazzotti ne ha parlato sul suo profilo Instagram annoverandolo tra gli abusi, l'anglicismo in cui si raggruppano le cosiddette molestie di strada come commenti volgari, gomitate, fischi, occhiolini, battute è diventato d'emblée il termine più inflazionato, chiacchierato, discusso. Perché sì, purtroppo, c'è chi rivendica la libertà di espressione, chi punta il dito sul politically correct, e chi urla a gran voce che il catcalling è solo una forma più colorita di un complimento "che non fa male a nessuno". Seguendo questo ragionamento, non si spiega dunque come mai, dal 2018 sia considerato reato in Francia, punibile con multe che vanno dai 90 ai 1.500 euro, a seconda che si tratti di molestia o, peggio, di intimidazione. Gli haters si sono buttati a capofitto nel marasma rendendo la situazione ancora più grottesca e preoccupante, individuando le donne che dovrebbero ringraziare per un "ciao bella" e un commento a sfondo sessuale. A sostenere Aurora e la sua denuncia anche mamma Michelle Hunziker.

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Intervistata dal settimanale Oggi, Michelle Hunziker è scesa in campo dalla parte di Aurora, definendo il catcalling un fenomeno "né spiritoso né divertente, solo irrispettoso e volgare" e spiegando come sia necessario denunciarlo, parlarne e schierarsi "soprattutto pensando alle ragazzine più giovani, alle più timide, che rischiano di esserne umiliate e impaurite". La conduttrice svizzera ha poi elogiato il coraggio della figlia nell'usare i suoi canali social per parlare di argomenti scomodi e denunciarli senza farsi intimidire dalle critiche e dal dissing dei leoni da tastiera.

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“Mi ha fatto molto piacere che Aurora abbia reagito con decisione: il senso della giustizia l’ha spinta a usare la sua consapevolezza e i suoi strumenti per mandare un segnale che può dare coraggio a chi ha un carattere meno forte del suo, e che forse farà riflettere chi non è tanto abituato farlo”, ha detto Michelle, prima di rivolgersi direttamente agli uomini: "Penso che un uomo intelligente abbia frecce migliori al proprio arco per esprimere apprezzamento". Perché nel caso non fosse chiaro, le vittime oggetto di cameratismo volgare e sguardi lascivi si sentono terribilmente a disagio, arrabbiate, sporche, umiliate, sbagliate e per nulla gratificate da attenzioni non richieste, tanto da aver paura di uscire da sole o costrette a cambiare strada per non essere importunate.

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E se Tommaso Zorzi ha condiviso le parole (agghiaccianti) di Er Faina, uno dei messaggi più forti in merito è arrivato da Vittoria Puccini, ospite a Da Noi…a Ruota Libera su Rai 1. "Trovo che abbia profondamente ragione", ha ammesso riferendosi alle parole di Aurora, "è qualcosa che tra l’altro io ho vissuto sulla mia pelle e mi ha sempre dato più che fastidio, l’ho sempre trovata una violenza". Una violenza verbale "per il senso di disagio che mi lasciava da ragazzina quando mi dicevano delle cose per strada o quando capitava che degli uomini mi fischiassero dalle auto". Anche l'attrice dunque si è unita al coro di chi ritiene che il catcalling non sia un complimento innocente di cui essere lusingati, un corteggiamento, un flirt ma un abuso verbale a tutti gli effetti.

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“Sono atteggiamenti assolutamente non giustificabili e trovo molto giusto che lei abbia denunciato questa pratica che deve assolutamente cessare. Siamo sempre nell’ambito del non rispetto della donna. Ma chi te l’ha chiesto di fischiarmi dietro? Non è voluto, non è ricercato e non devi permetterti di farlo", ha continuato Vittoria, "è una molestia, soprattutto verso una ragazza giovane che magari ancora non ha la forza di farseli scivolare addosso. Ma neanche a 40 anni, non dovrebbe proprio accadere". E non avrebbe potuto dirlo meglio.