Il cinema italiano è in stato di grazia parola di Alberto Barbera al day 0 di Venezia 2021

Photo credit: Getty Images
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Impossibile chiedere al direttore Alberto Barbera la lista completa delle star in arrivo alla Mostra: «L’elenco è impressionante. A parte Adam Driver, impegnato su un set importante, vengono tutti, compresi i registi. Alcuni sono disposti anche a fare la quarantena pur di essere al Lido». Non solo Hollywood sta per tornare sul red carpet veneziano dopo un anno di lontananza forzata ma, dice il direttore, «anche il cinema italiano è in stato di grazia e abbiamo opere da 59 Paesi: sarà una Mostra all’insegna della diversificazione delle cinematografie, dei modelli narrativi, del pubblico».

Come spiega il momento d’oro del cinema italiano?

C’è una grande effervescenza produttiva, non capitava dagli Anni 60, è una conseguenza della richiesta di nuovi prodotti da parte delle piattaforme. E qualitativamente i film italiani sono cresciuti, sono più personali, imprevedibili. È come se i produttori avessero capito che, nella competizione globale, paga solo investire nella qualità. Quest’anno ci sono solo cinque donne in concorso. I film realizzati da donne erano il 28% l’anno scorso, quest’anno sono il 26%: non è una differenza preoccupante. Forse la pandemia ha impresso una battuta d’arresto, ma il processo di parificazione dei generi è inarrestabile.

Quali sono i ruoli femminili più sorprendenti?

È un’edizione caratterizzata da tante storie di donne, raccontate anche da registi uomini. Fra i più intensi cito Last night in Soho di Edgar Wright, À plein temps di Eric Gravel, ma anche 107 madri, girato in un penitenziario femminile dell’Ucraina dove le detenute possono avere con sé i figli, o Amira, sui tanti figli di donne palestinesi, mogli di detenuti, procreati facendo uscire clandestinamente il seme dei padri dalle carceri israeliane.

È la seconda edizione post-pandemia…

Ci eravamo illusi di poter tornare alla normalità, invece abbiamo le stesse restrizioni dello scorso anno, più il controllo del green pass. Ci saranno una dozzina di tendoni attrezzati per effettuare i tamponi in tempi rapidi, e non potremo avere il red carpet aperto al pubblico per evitare assembramenti. Ma per fortuna il 90% degli accreditati possiede il green pass.

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