Il compleanno di Jovanotti che a 55 anni ne dimostra 30 e rimane il nostro primo (grande) amore

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Photo credit: Francesco Prandoni - Getty Images
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Cinquantacinque anni e, decisamente, non sentirli. Lo avevamo lasciato a sfrecciare in bici su RaiPlay, come un giovincello qualunque, e invece, eccolo qui: Jovanotti entra nel novero dei 55enni. Un "cinque" che lo spinge ancora più dentro al secondo mezzo secolo di vita, circondato dall'affetto della sua famiglia e di tutti i suoi fan. Anche noi - ovviamente - vogliamo festeggiarlo, ricordando due cose che ci piacciono (da morire) di Jovanotti e una che, invece, si deve fare ancora perdonare (Amadeus, vedi di pensarci tu...).

Jovanotti, il poeta cantante

Partiamo dalle cose che ci piacciono. Ovviamente in cima alla lista c'è la sua musica anche se, diciamolo, non è sempre stato così. Vi ricordate infatti gli esordi (terribili) di Jova? Erano gli Anni 80 e lui cantava a squarciagola "Sei come la mia moto, sei proprio come lei/andiamo a farci un giro, fossi in te io ci starei". Abbastanza agghiacciante, ne conveniamo. Tuttavia quel debutto diventa molto significativo se letto in prospettiva: quel ragazzino sbarbatello, lanciato da Radio Deejay, non si è accontentato del successo mordi e fuggi ma ha saputo usare bene le chance che il destino gli aveva dato. Della serie: al ritmo di rap (Gimme Five; è qui la festa?; La mia moto) sono entrato nel mondo discografico ma ora mi applico per restarci per sempre e dire la mia. Ecco, così è stato: abbandonati i ritmi da facile canzoncina, Jovanotti tenta altre strade. Incide Ciao mamma e Gente della notte, accusa un mini flop, si prende una sacrosanta pausa dal mondo dello spettacolo e poi torna a bomba con Una tribù che balla e Muoviti muoviti. Il suo slogan è: "50% contenuto, 50% movimento". A quel punto alza l'asticella: incide l'album Lorenzo 1992 e finalmente convince anche la critica, diventando - per davvero - un Ragazzo fortunato. La svolta radicale arriva però nel 1994 con Penso positivo e con Serenata rap: quest'ultima è la canzone d'amore più programmata dell'anno. Da lì in poi cresce il tasso di poeticità dei testi di Jovanotti (Per te, dedicato alla figlia; A te, dedicato alla moglie) così come il suo impegno politico (una su tutte: Salvami). Non è più il ragazzino smargiasso di una volta: ora, a furor di popolo, è il poeta cantante che legge il mondo con uno sguardo sincero e critico. La sua dichiarazione più bella? Quando ha detto: "Tutte le canzoni parlano di Francesca, anche quelle prime di lei". E, sì, Francesca Valiani è proprio lei: sua moglie che ha conosciuto nel 1994 e, da quel momento, non l'ha più lasciata.

Jovanotti, un super papà

Di uomini innamorati, ne è piena la musica italiana. Lo stesso non si può invece dire dei cantanti papà: in genere la categoria non è messa benissimo, tra divorzi, carriere che portano a trascurare i propri figli e manie narcisistiche. Per fortuna c'è Jovanotti a riscattare l'intera categoria: il suo rapporto con la figlia Teresa è a dir poco stupefacente. Lo avevamo capito nel momento stesso in cui lei è nata e lui ha scritto Per te: un capolavoro di canzone. E che dire dell'ultima, terribile, battaglia che li ha visti sostenersi fianco a fianco? A soli 23 anni Teresa ha purtroppo avuto un tumore: per l'esattezza, il linfoma di Hodgkin. Lei, così come la famiglia, hanno affrontato uniti questo brutto mostro, ma nel massimo riserbo: nessun post, nessuna dichiarazione. Solo alla fine, quando il tumore è stato sconfitto, ne hanno parlato. "Ieri gli esami di fine terapia hanno detto che la malattia se n’è andata: oggi per noi è un giorno bellissimo, lei è stata pazzesca", ha dichiarato Jovanotti a gennaio 2021. “Tutto è iniziato ad agosto del 2019 con uno prurito alle gambe", ha poi raccontato sul suo profilo social Teresa, "Pensavo che sarebbe andato via con il tempo, ma non è stato così". Ci sono voluti sette mesi e sei cicli di chemioterapia, ma alla fine il 12 gennaio 2021 Teresa è stata dichiarata ufficialmente guarita.

Jovanotti Sanremo aspetta te...

Noi lo stiamo ancora aspettando a Sanremo: nel 2020 Jova non ha partecipato perché era impegnato a girare il mondo in bici per Rai Play (ora ci arriviamo); quest'anno non si è presentato e basta, ma stavolta, al SanremoTer di Amadeus e Fiorello, deve esserci. Lo pretendiamo e (concedeteci una breve captatio benevolentiae) sarebbe il posto perfetto per festeggiare la sua nuova vita da 55enne. Tra l'altro Jovanotti ci sa decisamente fare con la tv. Prendete per esempio il suo docutrip, realizzato per RaiPlay: Non voglio cambiare pianeta. In 16 agili puntate, ci ha trascinato con lui in bici, a sudare per 4 mila chilometri, tra Cile e Argentina. Un viaggio che era anche una dichiarazione d'amore al pianeta: insomma, la tv che piace a noi. Tra l'altro l'ambiente è sempre stato a cuore a Lorenzo, tanto da spingerlo a organizzare concerti green (al netto delle polemiche).

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