Il consiglio di rimanere zitti in metro per non favorire i contagi ha lasciato (quasi) tutti basiti

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: Photo Patrick Altmann - Getty Images
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From Cosmopolitan

"Hai preso la mascherina?", "Ma quando finisce questa pandemia?", "Come sono andati i casi oggi?", "La curva si sta abbassando". Prima del 2020 non ci saremmo mai immaginati che queste frasi diventassero di uso comune, ripetute giorno dopo giorno fino a sembrarci normali. Fino a un anno fa sarebbero state impensabili, provenienti da un mondo distopico e, invece, eccoci qui ora a pronunciarle con naturalezza. Così, quasi quasi, non ci stupiamo neanche a sentire cose come "In metropolitana sarebbe meglio non parlare e non fare telefonate". O invece sì. Il consiglio di rimanere zitti mentre si è in metro per non favorire i contagi arriva dalla Francia dove l'Accademia di Medicina ha fatto sapere che sarebbe un approccio raccomandabile, specie quando i vagoni sono affollati. Viaggiare in religioso silenzio? Benvenuto 2021.

Photo credit: Chesnot - Getty Images
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"L'obbligo di indossare mascherine sui mezzi di trasporto pubblico" si legge nella nota, "dovrebbe essere accompagnato, quando non è possibile il distanziamento sociale, da una semplice precauzione: evitare di parlare e di fare telefonate". Secondo il dottor Patrick Berche, membro dell'Accademia, si tratta in realtà di una misura di buon senso, di una raccomandazione e non di un obbligo. "In un vagone della metropolitana in cui ci sono solo tre persone non c'è nessun problema", spiega, "ma se ci si trova a soli due centimetri di distanza da altre persone è molto diverso". A pensarci bene, in effetti, è una conclusione a cui potevamo arrivare anche da soli: ormai siamo diventati dei veri esperti in quanto a distanziamento sociale e quando ci troviamo in luoghi affollati ci viene naturale allontanarci dalle altre persone, stare vicino a porte e finestre. Quando poi vediamo qualcuno che parla ad alta voce o si toglie la mascherina per fare una telefonata ci sentiamo subito più vulnerabili. Ma allora perché fa così male sentircelo dire nero su bianco?

Photo credit: Matteo Colombo - Getty Images
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Pensare che sia meglio stare zitti, non fare telefonate e rimanere in religioso silenzio mentre aspettiamo pazientemente la nostra fermata della metro ci conferma il punto a cui siamo arrivati. Le raccomandazioni dei medici francesi ci sbattono in faccia questo nuovo mondo che ancora per un po' dovremo provare ad accettare, un mondo dove i contatti sono limitati al minimo e c'è molto più silenzio e molta più solitudine.

Photo credit: ALEX HALADA - Getty Images
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Tra le cose che ci mancano c'è anche il chiacchiericcio dei passanti, i viaggi in metropolitana a osservare le persone sedute nello stesso vagone - le donne intente a sistemarsi il trucco prima di entrare in ufficio, i giovani innamorati che si baciano, gli amici che si abbracciano prima di salutarsi. Ci manca lo stare nella folla senza temere il pericolo, ci mancano le due parole scambiate con il proprio vicino di posto in treno, ci manca la nostra umanità. Possiamo solo pensare che ogni precauzione in più è necessaria a salvare delle vite, è un passo avanti verso la fine della pandemia. Possiamo solo tenere duro e ricordare con un sorriso le occhiatacce che lanciavamo a chi in metro parlava troppo forte mentre noi - in quella che sembra un'altra vita - volevamo solo leggere il nostro libro in santa pace.