Il coordinatore del Cts sostiene che a fare la differenza sarà la campagna di vaccinazione

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Franco Locatelli
Franco Locatelli

Franco Locatelli è il coordinatore del Cts e pericò quello che dice ha un peso tutto speciale: “Da metà luglio basta mascherine all’aperto, non vivremo più il lockdown”. Perché? Perché un nuovo lockdown “è altamente improbabile. Tutte le decisioni sono state prese per non esporci al rischio di dover richiudere. La campagna di vaccinazione fa la differenza”. E in tema di mascherine? “Credo potremo parlarne nella seconda metà di luglio, eliminando l’obbligo solo all’aperto, o anche al chiuso tra persone vaccinate e non soggette a fragilità”. Insomma, nel rilasciare un’intervista alla Stampa il presidente del Consiglio superiore di sanità la vede tutt’altro che nera.

Locatelli: “Da metà luglio basta mascherine all’aperto e niente vaccinazioni indiscriminate”

C’è poi la questione, cruciale, del piano vaccinale, non tanto in punto di efficienza generale, quanto sulla linea che in questi giorni ha ribadito il commissario Figliuolo sulla priorità dei target e su una certa “anarchia” delle Regioni. Una linea che Locatelli, fautore del range lungo fra prima e seconda dose di Pfizer, condivide perfettamente: “Condivido le considerazioni del generale Figliuolo: la corsa alla vaccinazione ‘indiscriminata’ è inutile, bisogna dare priorità a chi rischia in caso di contagio”.

Locatelli: “Da metà luglio basta mascherine all’aperto, si ai vaccini per i giovanissimi”

In tema di vaccini ai giovanissimi Locatelli pone condizioni protocollari specifiche: “Una volta che sarà arrivato il via libera dell’Ema, atteso per fine maggio, e avremo messo al sicuro le fasce di popolazione a rischio, potremo partire con gli studenti, così da assicurare la didattica in presenza e in sicurezza nel prossimo anno scolastico”. La questione della dose di vaccino numero tre è sul tavolo degli scienziati e dei governi di tutto il mondo ormai da settimane; la necessità di una terza vaccinazione non è ancora certificata, ma l’obbligo a porsi quanto meno il problema c’è tutto.

Locatelli: “Da metà luglio basta mascherine all’aperto. Terza dose? A ottobre vedremo”

E dal canto suo il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico è possibilista: “Per il futuro è largamente possibile che avremo bisogno di una terza dose, ma è un tema che si porrà non prima di ottobre”. E in tema di obbligo a vaccinarsi? Per Locatelli andrebbe reso tale in punto di diritto solo per i camici bianchi. E dice: “Al momento non vedo gli estremi per discuterne. Lo scenario attuale non rende necessario l’obbligo se non per gli operatori sanitari”.