Il Coronavirus ferma gli aerei e fa decollare i jet privati?

Di Carlotta Marelli
·3 minuto per la lettura
Photo credit: izusek - Getty Images
Photo credit: izusek - Getty Images

From ELLE Decor

Mentre le compagnie aeree commerciali stanno vivendo una crisi senza precedenti tra chiusura dei confini e preoccupazioni dei passeggeri riguardo l’effettiva sicurezza dei voli fianco a fianco con dei perfetti sconosciuti (mascherati), c’è un settore che assiste a un aumento esponenziale dei propri clienti, quello dei private jet. Un tempo appannaggio di milionari e celeb, oggi gli aerei privati sono una soluzione a cui ricorrono anche le famiglie della classe media (magari allargate, in modo da condividere le spese di viaggio) e tutti quelli che possono permetterselo – per avere un'idea di quanto costa volare con un aereo privato: la carta jet entry-level di Magellan per un velivolo da sei persone costa 130 mila dollari per 25 ore di volo.

Per capire la portata del fenomeno è utile considerare il dato del fine settimana del Memorial Day (31 maggio), negli USA uno dei momenti più intesi per i viaggi, quando i voli commerciali hanno raccolto il 12% dei passeggeri rispetto al 2019, mentre quelli privati sono aumentati del 58%.

Il boom dell'aereo privato è iniziato a marzo, quando diversi Paesi hanno chiuso le frontiere e iniziato a inserire stati come la Spagna o l’Italia tra le mete non sicure, con conseguente cancellazione di molte rotte aeree commerciali: chi in quel momento si trovava all’estero per lavoro o in vacanza ha scelto di tornare in patria prenotando un volo privato. “Il nostro periodo migliore dell'ultimo decennio è arrivato negli ultimi dieci giorni di marzo” racconta a Wired Alain Leboursier, amministratore delegato di Swiss Charter LunaJets. “Avevamo voli in tutto il mondo che portavano le persone a casa”.

A decretare il successo delle compagnie di aerei privati ci sono diversi fattori: la sicurezza (si viaggia solo con la propria famiglia, senza altri passeggeri a bordo e una recente analisi della società di consulenza McKinsey riportata dal New York Times ha stimato che una persona su un volo commerciale medio ha circa 700 punti di contatto con altre persone e oggetti, contro i 20-30 di chi viaggia con un jet privato); poi c’è la drastica riduzione delle rotte commerciali in conseguenza al Coronavirus, a cui l’aviazione privata risponde con voli prenotabili con pochissimo anticipo e la possibilità di atterrare anche in aeroporti molti piccoli, eliminando cambi e coincidenze e avvicinandosi molto di più alla propria destinazione finale; infine, la riduzione dei prezzi da parte delle compagnie che vendono pacchetti di ore di volo sui jet privati e le agevolazioni fiscali introdotte dagli Stati Uniti per chi noleggia un aereo o per chi rende disponibili al noleggio i propri jet.

Quindi in futuro i nostri cieli saranno pieni di aerei privati che portano famiglie della classe media qua e là per il mondo mentre le compagnie low cost abbandoneranno il campo? "Il grande apprendimento per il settore è avere un prodotto che funzioni per gli anni Covid", spiega sempre a Wired Adam Twidell, CEO del jet booker PrivateFly. "Il nostro compito è diffondere il messaggio che gli aerei privati sono disponibili e non così esclusivi come molti immaginano: non devi essere un milionario o una celebrità per utilizzare l'aviazione privata".

Ovviamente stiamo parlando di numeri esigui (ci sono meno di 1.300 aerei in vendita costruiti negli ultimi 20 anni), ma con l'aviazione commerciale ostacolata dai timori per la salute, è una partita tutta da giocare.