Il costume da bagno di Parise. I grandi nomi del cinema in bilico tra istantanee e posato

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Photo credit: courtesy
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Napoli, Anni 80. Il diciassettenne Fabietto, alias Paolo Sorrentino, si intrufola ai provini di Federico Fellini, che nella città partenopea cerca “facce”. L’Italia esce dagli anni di piombo e cerca di voltare pagina.

Un pugno di anni prima, nel 1981, la giovane napoletana Antonietta De Lillo approda alla Mostra di Venezia, diretta da Carlo Lizzani con la sua macchina fotografica. È una “reporter in bilico tra istantanea e posato”, come si definisce lei stessa, “una ragazzina con l’aria di un’extraterrestre”, ruba espressioni, senza filtri e senza schemi, a personaggi immensi e schivi, come Jeanne Moreau e Robert Altman. Nanni Moretti lo ritrae in bagno, felice e perplesso; Goffredo Parise in costume da bagno con la sigaretta tra le labbra.

Quegli scatti, in mostra qui al festival, generano una gran nostalgia. E fanno riflettere su quanto siamo cambiati. Già, perché tutto questo oggi non sarebbe possibile, come sa bene chiunque si occupi di raccontare il cinema e le star, tra addetti stampa severissimi ed esclusive concordate con la testata più potente.

Ma un altro fotografo, Riccardo Ghilardi, con Prove di libertà – visibile a Venezia a Palazzo Pisani Moretta - apre uno squarcio nello “star system” impenetrabile con i ritratti intimi e informali di attori italiani scattati nei mesi del primo lockdown.

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