Il discorso di Liliana Segre all'apertura della commissione contro l'odio fa capire quanto ce ne fosse bisogno

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Photo credit: Giorgio Perottino - Getty Images
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Tutto era cominciato nel 2019 con quella mozione proposta dalla senatrice a vita Liliana Segre per la creazione di una nuova Commissione contro intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza. Poi l'approvazione - con 151 voti favorevoli e l’astensione di ben 98 senatori del centrodestra - e l'applauso a cui c'è chi ha scelto di non partecipare. Possibile che si possa considerare "divisiva" anche una proposta contro l'odio? In ogni caso ora la Commissione è finalmente operativa e Liliana Segre, eletta presidente, ha aperto ieri la prima seduta con un discorso che ci ricorda ancora una volta quanto sia importante battersi per valori come gentilezza, rispetto, pace e tolleranza in un mondo che tende spesso e volentieri a catalogarli come principi "da deboli".

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"Ho aspettato 82 anni questa commissione", ha dichiarato la senatrice, "Io ho conosciuto l'odio che ero piccolissima e il fatto di essere riuscita in questo progetto sia pure con tutte le difficoltà che vedo è un compimento molto importante per me". La commissione speciale contro l'odio è formata, come ogni altro organo parlamentare di questo tipo, da 25 senatori e ha il compito di controllare e indirizzare la concreta attuazione delle convenzioni e degli accordi sovranazionali e internazionali e della legislazione nazionale relativi ai fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e di istigazione all’odio e alla violenza, nelle loro diverse manifestazioni di tipo razziale, etnico-nazionale, religioso, politico e sessuale. La Commissione, però, svolge anche una funzione propositiva, di stimolo e di impulso, nell’elaborazione e nell’attuazione delle proposte legislative. A questo scopo raccoglie e rende pubbliche normative, ricerche e dati statistici sulle sue tematiche, può controllare e sollecitare l’attuazione delle leggi e delle convenzioni relative ai fenomeni di intolleranza, e promuovere iniziative e campagne di sensibilizzazione sia a livello nazionale che internazionale. Insomma, c'è parecchio lavoro da fare.

"Combattere l'istigazione all'odio perché è da lì che parte tutto", questo è il punto di partenza secondo la presidente, "Dalle parole che possono essere pietre si può arrivare ai fatti che conosciamo" e Liliana Segre reduce da Auschwitz lo sa bene, l'ha vissuto sulla sua pelle e continua a farsene portavoce. La senatrice novantenne è costretta a vivere sotto scorta per le minacce ricevute in più occasioni: attacchi razzisti e antisemiti, odio online e insulti che continuano a susseguirsi ogni volta che Segre rilascia una dichiarazione. Persino quando ha reso noto di essersi sottoposta al vaccino per il Covid-19 spingendo i suoi coetanei a fare lo stesso, gli insulti e gli auguri di morte sono arrivati puntuali mostrando a che punto l'odio online (e non) riesce ad arrivare. Per questo la senatrice è ormai un simbolo per l'Italia e con il suo lavoro e la sua forza ci ricorda che soccombere all'odio significa allontanarsi a poco a poco dall'umanità stessa. Buon lavoro alla presidente e alla nuova Commissione!