Il doppio gioco di Macron in Libia

Angela Mauro

A due giorni dalla conferenza di Berlino sulla Libia, sembra sfaldarsi l’unità atlantica di condanna delle minacce di guerra da parte del generale della Cirenaica Khalifa Haftar. La Francia, paese vicino al generale di Bengasi, ha bloccato la dichiarazione congiunta con l’Italia, la Germania, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti di condanna del blocco delle esportazioni petrolifere imposto da Haftar sabato scorso. Era la vigilia del vertice internazionale nella capitale tedesca che si è ritrovato unito a chiedere il cessate-il-fuoco in Libia, sebbene senza l’assenso del generale della Cirenaica e del suo rivale Fayez al Serraj, premier del governo di Tripoli riconosciuto dall’Onu. Esce così allo scoperto il doppio gioco di Emmanuel Macron sulla Libia.

“La Francia sta bloccando l’emissione di una dichiarazione congiunta dei Paesi occidentali che condanni la chiusura di porti e campi petroliferi” imposta dal generale Khalifa Haftar “e che chieda che siano riaperti immediatamente”, segnala Ashraf Shah, un esponente di spicco vicino all’esecutivo del premier Fayez al Serraj. “Perciò i Paesi emetteranno dichiarazioni individuali che esprimono la loro posizione”, ha aggiunto su Twitter l’ex-consigliere politico della presidenza dell’Alto consiglio di Stato libico.

La notizia trova conferma a Bruxelles, da fonti diplomatiche.

Sul blocco ai pozzi petroliferi della Cirenaica, interviene Giuseppe Conte: “Dobbiamo evitare iniziative di questo genere, quindi dobbiamo fermare non solo azioni militari ma anche azioni come queste che possano mettere a repentaglio il recupero di risorse energetiche. Sono azioni che possono alterare il clima non meno delle opzioni militari, e io confido che anche su questo si possa ritrovare una piena convergenza tra tutti i paesi”. 

E la Farnesina diffonde una nota: “L’Italia esprime forte preoccupazione per le azioni che hanno portato alla sospensione delle attività estrattive e dei terminal petroliferi in...

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