Il fantastico viaggio della barca del WWF per promuovere le aree marine protette del Mediterraneo

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Photo credit: Getty / Damocean
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Comincia da Portofino e dalla sua Area Marina Protetta (AMP) il lungo viaggio della Blue Panda, la barca a vela del WWF, per sensibilizzare sulla protezione del Mediterraneo dall’inquinamento, dalle plastiche, dalle specie invasive. Toccherà altre 5 AMP particolarmente significative e importanti per il nostro ecosistema marino: nella seconda metà di luglio approderà all’isola di Zante, nella Grecia Ionica, per poi raggiungere Kas Kekova (Turchia) in agosto, Cap Corse in settembre, Tabarka (Tunisia) in ottobre e Tagomago, un isolotto a est di Ibiza, in novembre. Un viaggio tra alcuni dei luoghi più spettacolari de Mediterraneo, scelti perché particolarmente ricchi di vita da tutelare.

La missione della barca a vela ambasciatrice del WWF è promuovere i tesori di biodiversità, natura e cultura delle aree marine protette e liberarle dalle reti abbandonate sui fondali dai grandi pescherecci, grazie all’aiuto di pescatori, subacquei e gestori. Il WWF ha lanciato la campagna 30by30, per arrivare a proteggere il 30% della superficie del Mediterraneo entro il 2030. Dove approderà, Blue Panda organizzerà incontri di sensibilizzazione con le persone del luogo, con le comunità dei pescatori e autorità locali per ascoltare le richieste, raccogliere dati, fare sopralluoghi e mettere a punto nuove strategie per migliorare le politiche di conservazione.

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«Il Mediterraneo deve diventare un incubatore di modelli virtuosi in grado di rispondere alle minacce che mettono in pericolo il nostro mare e la grande biodiversità che custodisce – dice Donatella Bianchi, Presidente di WWF Italia - Ricordiamo che il Mare Nostrum rappresenta appena l’1% di superficie degli oceani ma ospita il 10% di tutte le specie marine conosciute. Il progetto Blu Panda ha il compito, da un lato di mettere in evidenza queste minacce, anche attraverso attività di ricerca durante la navigazione, dall’altro di sensibilizzare persone, comunità ed istituzioni sulla necessità di una protezione sempre più estesa ed efficace del nostro Capitale Blu».

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Attualmente, il 9,6% del Mediterraneo è dichiarato come area protetta, ma nella realtà, secondo gli ambientalisti, solo nell’1,2% delle sue acque sono in atto vere misure di protezione, come la limitazione della pesca, il divieto di navigazione a motore o il divieto di accesso. Estendendo queste misure al 30% delle sue acque, secondo uno studio condotto dal WWF in collaborazione con gli scienziati dell’istituto francese CNRS-CRIOBE, dello spagnolo ICM–CSIC e di Ecopath International Initiative, il Mediterraneo potrebbe non solo migliorare la qualità del suo ambiente, ma anche aumentare la produttività, ora in declino per sovrasfruttamento: per esempio, la pesca delle orate potrebbe aumentare dal 4 al 20%, quella dei pesci demersali (spigola, merluzzo, naselli, triglie e alcuni crostacei) del 5%, e anche i banchi di tonno rosso (o pinna blu) potrebbero recuperare in biomassa fino al 140%, a tutto vantaggio delle popolazioni rivierasche che vivono dell’economia del pesce.

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Il viaggio della Blue Panda 2021 può essere seguito con blog live, video e aggiornamenti dal sito Web del WWF, dalla pagina Istragram @wwfitalia, e seguendo #30by30 e #BluePanda.

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