Il fascino viscontiano di Kodi Smit-McPhee sbarca a Venezia, ed è una bella (bellissima) scoperta

·1 minuto per la lettura
Photo credit: Steve Granitz - Getty Images
Photo credit: Steve Granitz - Getty Images

Kodi Smit-McPhee è il giovane Peter in The power of the dog (in Concorso al Lido), l’adolescente che catalizza l’omofobia del brillante, spigoloso, psicologicamente violento Phil/Benedict Cumberbatch nel western di Jane Campion tratto dal romanzo di Thomas Savage ambientato tra i cowboy del Montana negli Anni 20.

È il figlio della odiatissima nuova moglie di suo fratello (Kirsten Dunst e Jesse Plemons, moglie e marito anche nella vita) che è arrivata a rompere gli equilibri al ranch, con quel ragazzo “strano” per di più. Peter è un personaggio centrale: sensibile, intelligente, misterioso, a tratti inquietante, vuole fare il medico e viviseziona bestiole.

Photo credit: courtesy
Photo credit: courtesy

Leggendo il libro, te lo immagini proprio così, con quel fascino diafano, viscontiano. «Jane Campion mi ha portato in un territorio dove ho abbassato le difese», confessa il venticinquenne australiano, «Ho oltrepassato i confini. Sento che questa esperienza con lei e questo cast ha cambiato per sempre il mio modo di lavorare». Un sicuro candidato per il premio Mastroianni.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli