Il film della Dior Cruise 2021 girato in Puglia è potentissimo

Di Fabrizia Mirabella
·2 minuto per la lettura
Photo credit: Courtesy Dior
Photo credit: Courtesy Dior

From Marie Claire

Terra che si solleva in un’abbraccio caldo e polveroso. Terra che si prende con le mani, a piene mani, umida e fertile. Terra battuta che si calpesta con i talloni puntati, con i pugni chiusi, il cuore aperto. Abitare la terra, vivere la terra, respirare la terra, sporcarsi di terra, ripartire dalla terra. Zolle aride o rugiadose, sfondo e protagoniste al tempo stesso, nella scenografia del nuovo film Dior Cruise 2021. Un ossimoro concretissimo con cui la mente di Maria Grazia Chiuri vuole giocare, riportandoci in medias res lì dove ci aveva accompagnati, lasciati, la campagna della Valle d’Itria, dove ha deciso di ambientare il nuovo corto d’autore, con cui presenta la Primavera Estate 2021 di Maison. Sempre caro l’ermo colle pugliese per la direttrice creativa della maison di Avenue Montaigne che nell’artigianato, nelle tradizioni, nelle memorie di ieri trova i codici stilistici/visuali per raccontare il domani. Dalle campagne scattate in Salento alla sfilata leccese che è già storia della moda contemporanea, il fondale da minimo comune denominatore di Maria Grazie Chiuri è profondo, ricco, prezioso tanto quanto l’heritage Dior, che oggi viene glorificato dall’obiettivo di Fabien Baron, dal corpo dei ballerini di taranta pugliesi, dal savoir-faire in punta di polpastrello che impreziosisce corsetti intarsiati, gonne a corolla nuvola, borse scrigno in pelle vellutata.

Si chiama La Pizzicata Tarantata la colonna sonora di cui sono intrisi tutti i frame del film della collezione Dior Cruise 2021, un antico canto popolare locale che racconta la storia di una guarigione dalla frustrazione, dalle sofferenze, da un capitolo di vita che si chiude per fare spazio a una pagina bianca, come i mattoni di un vecchio casale, come i bottoni di uno chemisier smanicato e inamidato. Un bouquet di fiori selvatici cresce immagine dopo immagine, arrampicandosi fra le trame delle nuove borse Dior Lady, Bobby, Saddle, che diventano sculture di piccola pelletteria che lasciano ai raggi del sole il lusso di insinuarsi, illuminare, giocare con i chiaroscuri, completare l'opera d'arte e ingegno iniziata 74 anni fa.

Photo credit: Courtesy Dior
Photo credit: Courtesy Dior