Il giorno più bello: la memoria di tutte negli album di famiglia di Carolle Bènitah

·4 minuto per la lettura
Photo credit: Carolle Bénitah - Groupe de femmes à a plage, 2018_(serie Jamais je ne t_oublierai) © Carolle Bénitah, courtesy of the author / Alessia Paladini Gallery Milano
Photo credit: Carolle Bénitah - Groupe de femmes à a plage, 2018_(serie Jamais je ne t_oublierai) © Carolle Bénitah, courtesy of the author / Alessia Paladini Gallery Milano

La dimensione della famiglia e del familiare che abbiamo vissuto intensamente in questo periodo, sta cambiando prospettiva anche alla sua memoria collettiva. Letteralmente 'ri-fatta a mano' da artiste come Carolle Bénitah, mentre attraversa in modo disinvolto la dimensione del tempo e lo spazio del privato, con approcci che restituiscono memoria e familiarità all’anonimato delle fotografie trovate negli album della propria famiglia e nei mercatini delle pulci.

Souvenir, immagini che non dimenticano, dicono quello che non si può dire e mostrano quello che non si può vedere, anche il giorno più bello. Progetti diversi come i loro approcci alla riappropriazione e collettivizzazione della memoria, in mostra con l’essenza di Le jour le plus beau, forse anche dell’estate che sembra già qui e nelle sale della Alessia Paladini Gallery di Milano. Luminosa e illuminante come questo gruppo di donne in spiaggia, pronte a superare ben più della prova costume, liberandosi di ogni codice e coordinata imposte dal mondo degli uomini, risvegliando familiarità in chiunque.

Photo credit: © Carolle Bénitah. Courtesy of the author / Alessia Paladini Gallery Milano
Photo credit: © Carolle Bénitah. Courtesy of the author / Alessia Paladini Gallery Milano
Photo credit: © Carolle Bénitah. Courtesy of the author / Alessia Paladini Gallery Milano
Photo credit: © Carolle Bénitah. Courtesy of the author / Alessia Paladini Gallery Milano

La personale italiana dell’artista franco-marocchina, condivide il prezioso album fotografico ri-costruito da una donna, una madre e una figlia, arrivata alla fotografia della dimensione più fragile della vita, dopo aver lasciato Casablanca (1965) per studiare in Francia e ricamato per dieci anni codici da dirottare, non solo nel mondo della moda. Un processo di crescita emancipata, in sintonia con la ricerca fotografica maturata per oltre tre decenni da Alessia Paladini e aperta alle fotografe decise a liberarsi anche dei limiti della fotografia, nello spazio intimo e accogliente della sua nuova galleria di via Maroncelli.

Partendo dall’inquietante estraneità del familiare che si può scovare in ogni album di famiglia, per liberarsene Carolle Bénitah ha iniziato a usare in modo liberatorio le immagini del passato. Ordinando, classificando, scannerizzando e stampando ogni foto su supporti, formati e realtà differenti, la Bénitah risveglia le verità indicibili dell’inconscio familiare per raccontare la sua versione della storia.

"Ogni giorno dobbiamo liberarci del nostro passato. Se non si può, allora si diventa artisti" Louise Bourgeois

Questo contenuto non è disponibile a causa delle tue preferenze per la privacy.
Per visualizzarlo, aggiorna qui le impostazioni.

I suoi Photos Souvenirs, raccolti anche nelle pagine del libro omonimo (Keher Verlag, 2016), ricamano con tracce di filo e perline ogni sfumatura e mancanza di questa storia sulle fotografie trovate in vecchi album e scatole di scarpe, fornendo una prospettiva diversa e 'disobbediente' alla mitologia della famiglia e alla virtù della "donna perfetta" a cui è associato il ricamo. L’ago e il filo della perfetta casalinga, servono a riparare il passato, con una sorta di rituale di guarigione che penetra sotto la superficie dei ricordi per rivelarne le indicibili verità. Paure infantili, scarafaggi sulle ali d’angelo, terrori e meraviglie d’infanzia e adolescenza, matrimonio e maternità.

"Ti amo da tanto tempo, non ti dimenticherò mai". La filastrocca per bambini cantata dalla madre di Carolle Bénitah, suggerisce il titolo e l’anima del successivo Jamais je ne t’oublierai You (non ti dimenticherò mai), trasformato in un altro piccolo scrigno editoriale (Lartiere edizioni, 2019). In questo caso sono fotografie anonime, trovate in mercatini delle pulci e rigattieri, a ricostruire i ricordi di antenati assenti dall’album di famiglia, ancora al centro della ricerca artistica della singolare fotografa. Pennellate di foglia d’oro su volti, identità e frammenti di felicità ritualizzata, di persone sconosciute, reali, amate e scomparse, moltiplicano le loro proiezioni ideali, su superfici brillanti, perfette per riflettere i mille volti di Narciso e il nostro, in un immaginaria memoria di famiglia sottratta all’oblio. Il processo di occultazione ricostruisce i ricordi mancanti, smantellando vecchie fantasie.

Photo credit: © Carolle Bénitah, courtesy of the author / Alessia Paladini Gallery Milano - 123
Photo credit: © Carolle Bénitah, courtesy of the author / Alessia Paladini Gallery Milano - 123
Photo credit: © Carolle Bénitah. Courtesy of the author / Alessia Paladini Gallery Milano
Photo credit: © Carolle Bénitah. Courtesy of the author / Alessia Paladini Gallery Milano

È la resistenza al silenzio delle donne di fronte ai loro desideri e al corpo come soggetto desiderante, a restituire voce a Ce qu'on ne peut pas dire e Ce qu'on ne peut pas voir con una sorta di esorcismo. I desideri taciuti, scritti a mano e all’infinito come un'allucinante e delirante incantesimo, restituiscono il potere della parola ai dettagli di bocche chiuse e mute di Ce qu'on ne peut pas dire. In modo analogo quello che non possiamo vedere è palesato dal di-segno di Ce qu'on ne peut pas voir.


Le jour le plus beau di Carolle Bénitah ci libera così del giogo del patriarcato che continua a metterci uno contro l’altro, per educare i figli dell’uomo e le donne stesse a rispettare la donna, come alleata e non come avversaria. La memoria di tutte negli album di famiglia di Carolle Bènitah è pronta a proseguire il suo viaggio, come farà la galleria di Alessia Paladini. In compagnia della fotografia di famiglia disegnata da Daniela Ardiri, l’orizzonte marino di Tina Cosmai, le trasfigurazioni emotive di Irene Kung, le soglie di Lynn Saville e le rifrazioni di Janet Sternburg, capaci di fare innamorare anche Wim Wenders.

How to: Carolle Bènitah, Le jour le plus beau, Alessia Paladini Gallery, Milano (16 aprile - 30 giugno 2021) www.alessiapaladinigallery.it

Questo contenuto non è disponibile a causa delle tue preferenze per la privacy.
Per visualizzarlo, aggiorna qui le impostazioni.