Il governatore del Veneto contro il nuovo decreto del governo

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Luca Zaia
Luca Zaia

Le misure contenute nel nuovo dpcm firmato e illustrato dal Premier Conte trovano l’opposizione di diversi governatori che lamentano di non essere stati ascoltati: tra questi Luca Zaia che, sulle pagine del Corriere della Sera, ha denunciato la mancanza della voce delle Regioni all’interno del decreto.

Zaia contro il dpcm

Mi spiace constatare che anche questa volta non siamo riusciti a costruire un provvedimento con il governo“. Inizia così il Presidente del Veneto, rammaricato e deluso per non aver potuto lavorare insieme all’esecutivo. La musica, ha sottolineato, è la stessa di sempre: Conte convoca i governatori, manda un testo preconfezionato, i ministri lo approvano. “La nostra voce non c’è“, ha ribadito. Anche perché la bozza del decreto è arrivata alle 2:30 del mattino con la richiesta di un parere entro mezzogiorno.

Zaia ha per esempio spiegato che gli amministratori locali non sapevano le modalità con cui sarebbero stati chiusi i comuni. “Se tutti i presidenti di Regione, con firma di Bonaccini, hanno avuto da ridire, una ragione ci sarà“, ha aggiunto. Ciò che più lo trova in disaccordo è infatti la norma sul divieto di uscita dal proprio Comune nelle giornate del 25 e 26 dicembre e dell’1 gennaio. “Penso agli anziani: sono da tutelare al massimo, ma nei comuni piccoli saranno in casa da soli a vedere in televisione gli assembramenti nelle città“. Se il presupposto è la sanità pubblica, ha continuato, il confronto tra un comune di poche centinaia di abitanti e uno da tre milioni come Roma non regge.

Se la vicenda Covid arriverà fino ad aprile e pensiamo di gestirla con Dpcm e ordinanze, temo che l’insofferenza dei cittadini diventi grande“, ha concluso.