Il Mediterraneo ha la febbre: così il nostro mare si è ammalato

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Photo credit: Giordano Cipriani - Getty Images
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Si chiamano subacquei-sentinelle e da cinque anni sono i custodi del Golfo di Napoli e delle sue acque, di cui monitorano i cambiamenti di temperatura che minacciano le specie animali e vegetali che vi abitano. Gorgonie gialle e rosse, ma anche squalo gattopardo e Pinna nobilis sono solo alcune delle varietà marine che rischiano di essere decimate a causa del surriscaldamento delle acque e la conseguente tropicalizzazione del Mar Mediterraneo. Per contrastare gli effetti del cambiamento climatico MedSharks, una squadra di biologi e subacquei esperti di ecosistema marino, ha deciso di lanciare MedFever, una rete di termometri posizionata in tutto il Tirreno e deputata al controllo delle temperature del mare.

Photo credit: A. Martin UW Photography - Getty Images
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A capitanare il progetto la ricercatrice e fotografa Eleonora de Sabata, che grazie al supporto di Lush e di dieci diving center coordinerà le nuove stazioni che sorgeranno quest'anno in Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna, il cui compito sarà quello di misurare, registrare e segnalare ogni cambiamento anomalo dei fondali, a partire dalle temperature delle acque, che finalmente saranno oggetto di studio e aiuteranno a spiegare molti fenomeni di dinamica costiera di estrema importanza anche per l'ecosistema locale, come certe pericolose epidemie che sono arrivate a minacciare alcune specie autoctone. "Dallo spazio i satelliti stimano in modo abbastanza preciso la temperatura del mare – spiega Eleonora a Repubblica –, ma i sensori si fermano in superficie mentre poco o nulla si sa di quanto accada sui fondali, visto che i termometri posizionati sott’acqua in tutto il Mediterraneo sono davvero pochi".

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Se poco ancora si conosce dei fondali marini, molto già si sa di quanto la temperatura del Mar Mediterraneo stia cambiando, al passo di un grado ogni trent'anni, sebbene negli ultimi 21 anni la temperatura media del mare in superficie sia stata sempre più calda di quanto non sia mai stata nel trentennio 1961-1990. "Una tropicalizzazione delle acque che favorisce le specie aliene: dal pesce scorpione al pesce palla maculato, con le sue pericolose neurotossine, fino alla donzella pavonina, arrivata praticamente ovunque – avverte sempre dalle colonne di Repubblica Roberto Danovaro, presidente della stazione zoologica Anton Dohrn –. Ma quello su cui più bisogna interrogarsi è la minaccia al funzionamento degli ecosistemi: il Mnemiopsisleidyi, che è uno ctenoforo, è sempre più abbondante e fa razzia di larve di pesce. L’arrivo delle specie aliene, questa singolare migrazione dal Sud del mondo, è un’alterazione dagli effetti imprevedibili".

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Un motivo più che valido per monitorare la situazione, come peraltro già avviene nel banco di Santa Croce, un'oasi di biodiversità nel cuore del Golfo di Napoli, dove da anni MedSharks lavora a un progetto di tutela del piccolo squalo gattopardo, di cui studia i tempi di riproduzione per comprendere se vi sia o meno correlazione tra questi e l'innalzamento della temperatura. Grazie a questa rete di termometri da oggi anche il resto del Mediterraneo comincerà a misurarsi la febbre tutti i giorni e forse sarà proprio sotto la superficie dell'acqua che troveremo la migliore cura per il nostro mare.