Il menarca segna una tappa importante nella vita delle ragazze: i consigli della ginecologa

Di Désirée Paola Capozzo
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Photo credit: Gemma Chua-Tran su unsplash
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Menarca e prime visite ginecologiche: ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Silvia von Wunster – Segretario AOGOI Lombardia – Direttore unità operativa di Ostetricia e Ginecologia, Ospedale ‘Pesenti-Fenaroli’ di Alzano Lombardo, ASST Bergamo. “L’arrivo del menarca segna una tappa importante nella vita delle ragazze. Statisticamente parlando, negli ultimi quarant’anni nel mondo occidentale l’età media della comparsa della prima mestruazione è rimasta piuttosto stabile, in un periodo che si può fissare tra i 12-13 anni. Si parla di menarca precoce se arriva prima degli 10 anni o, al contrario, in ritardo, se compare dopo i 15 anni: in entrambi i casi è utile capire assieme al pediatra se è necessario approfondire i motivi di tale disallineamento.

Tra i fattori che determinano l’arrivo del menarca oltre ovviamente a quelli genetici ed ereditari, bisogna prendere in considerazione lo stato di salute fisico in generale e lo stile di vita. Ad esempio una scorretta alimentazione può influire sulla comparsa e sulla regolarità della mestruazione: se l’obesità accelera, il sottopeso ne ritarda la comparsa fino a bloccare anche il flusso. Così come una dieta eccessivamente proteica con prevalenza di carni arricchite di estrogeni e latticini, può influenzare l’equilibrio ormonale e può essere chiamata in causa in casi di menarca precoce. Al contrario, nelle ragazze che praticano sport a livello agonistico, si può notare un ritardo.

Il consiglio è quello di osservare la crescita delle proprie figlie, confrontandosi sempre con il pediatra, che può aiutare a capire come si sta svolgendo il percorso di sviluppo puberale osservando la comparsa dei primi caratteri sessuali detti stadi di tanner e che sono propedeutici alla comparsa del menarca: ad esempio, solitamente un paio di anni prima, si assiste allo sviluppo delle mammelle, alla modifica del capezzolo con comparsa del bottone mammario, fino alla presenza di peluria pubica. Se lo sviluppo è avvenuto con regolarità, ma verso i 15 anni non sia comparso il menarca, è il caso di fare degli accertamenti rivolgendosi a uno specialista per accertare eventuali patologie carico dell’apparato genitale. Da segnalare anche se intorno ai 13 non è comparso alcun carattere sessuale secondario, è opportuno valutare con un’ecografia il corretto sviluppo delle ovaie.

In linea generale la presenza regolare del ciclo mestruale deve essere considerato come un segno vitale, di buona salute, come lo sono la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca, o quella respiratoria, ossia un segno che sia associa al benessere della persona. Ad esempio, fino ai 25 anni le donne “accumulano” calcio nelle ossa per poi perderlo nel corso della vita e il raggiungimento di un buon livello di densità minerale ossea dipende proprio dalla funzione ovarica, che se viene a mancare può determinare un rischio aumentato di comparsa di osteoporosi nell’arco della vita. Pertanto se la mestruazione non c’è o è irregolare, deve scattare un campanello di allarme. Non deve destare preoccupazione, invece, se dopo il primo flusso, si salta qualche mese e la mestruazione non è regolare: per regolare si intende un ciclo che va da 21 a 45 giorni. Il processo di ovulazione più o meno si regolarizza in un periodo di circa 5 anni.

Photo credit: Maskot - Getty Images
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Importante anche insegnare a capire come valutare l’intensità del flusso: cambiarsi più di ogni due ore l’assorbente perché troppo intriso, o flussi che durano più di 7 giorni sono elementi che possono comportare il rischio di anemizzazione. Anche l’igiene intima va curata con detergenti specifici neutri a ph basso che non alterino la flora batterica vaginale importante per scongiurare infezioni e irritazioni, a partire dalla pubertà. La valutazione di un pediatra sulla regolarità dell’apparato genitale femminile è solitamente sufficiente per evidenziare eventuali irregolarità da approfondire in seguito con una visita specialistica. In età puberale, una prima visita dal ginecologo va fatta se ci sono notevoli irregolarità della mestruazione, dolori eccessivi o casi di infiammazioni. Altrimenti è sufficiente aspettare l’inizio della attività sessuale, per valutare assieme i più opportuni metodi di contraccezione e di protezione dalle malattie a trasmissione sessuale.

Ciò che invece non si fa mai troppo presto è iniziare a parlare di mestruazioni e apparato riproduttivo con i figli, maschi e femmine: prima si inizia e prima si scardina il tabù che la mestruazione sia un problema o un evento da vivere con ansia e timori. È solo una parte naturale della fase da crescita. Accanto a un dialogo aperto con i genitori, è opportuno che anche pediatri e scuola svolgano il loro ruolo di comunicazione ed educazione sessuale, prevedendo incontri e visite in cui sostenere momenti di racconto su come possono essere i primi cicli, i vari ritardi e raccontare i limiti di normalità.

Grande attenzione va posta sul vaccino contro l’HPV, virus del papilloma umano, che ha dimostrato di essere estremamente efficace nella prevenzione delle lesioni che precedono il tumore del collo dell’utero, le displasie cin I, II e III. In pratica è l’unico tumore per cui esiste un vaccino. Il piano vaccinale nazionale è gratuito per i ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 12 anni, ed è importantissimo che vengano vaccinati anche i maschi, in primis per limitare la diffusione del virus e poi perché previene anche i tumori dell’ano e della laringe. Ci si può vaccinare comunque fino ai 45 anni ma è ovviamente più efficace se viene fatto prima dell’inizio della attività sessuale, quando il sistema immunitario è estremamente reattivo: basti pensare che fino ai 15 anni a questa età ne bastano due dosi, dopo ne servono tre. Il messaggio importante da veicolare in questo caso è che tale vaccino non è legato all’attività sessuale, ma alla salute.