Il messaggio di Nicole Kidman per Natale è davvero un invito a essere persone migliori nel 2021

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: Brendon Thorne - Getty Images
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From Cosmopolitan

Celeste Wright ha la vita perfetta, la casa perfetta, i figli perfetti, il marito perfetto. Ma come i fan di Big Little Lies sanno bene, raramente le cose sono davvero come sembrano. Celeste nasconde i lividi quando il marito la picchia, vive una relazione abusante e allo stesso tempo ama il padre dei suoi figli perché la violenza di genere non ha mai un'unica narrazione, ma si intreccia con dinamiche psicologiche e familiari difficili da ridurre a un semplice bianco o nero. "Interpretare il ruolo di Celeste, un'avvocata sopravvissuta agli abusi domestici in Big Little Lies, ha rafforzato la mia posizione su questo tema": a parlare naturalmente è Nicole Kidman, parte del cast stellare che ha dato vita alla serie (Laura Dern, Meryl Streep, Reese Witherspoon solo per citare alcune delle attrici), che in questi giorni ha pubblicato una riflessione sul The Guardian affrontando proprio il tema della violenza di genere e facendo un appello perché, quest'anno in particolare, ci sentiamo davvero tutti coinvolti.

"Mi sono sentita molto esposta, vulnerabile e profondamente umiliata mentre raccontavo la storia di Celeste", scrive l'attrice, "anche se interpretare un personaggio non è niente in confronto a ciò che le donne in relazioni violente affrontano effettivamente ogni singolo giorno. Mantenevo una facciata coraggiosa durante le riprese, solo per poi tornare a casa e rendermi conto di quanto quel ruolo mi stesse segnando". L'attrice cinquantatreenne è molto impegnata nella causa specie ora che, con la pandemia, la situazione si è drammaticamente aggravata. "Oltre al Covid-19", prosegue infatti Kidman, "si è verificata una pandemia ombra: la violenza contro le donne. Le chiamate ai numeri di emergenza sono aumentate fino a cinque volte nelle prime settimane della pandemia. E un problema che era già pervasivo prima del Covid-19 - evidente per le strade, nella metropolitana o in una stanza d'albergo, al telegiornale, in una conversazione con un amico, nelle sceneggiature che ho letto e nei ruoli che ho interpretato - è diventato sempre più pressante".

Il messaggio quindi deve essere chiaro: non si può più stare a guardare perché la violenza di genere non è un problema isolato e lontano, è il frutto di una società che giustifica nel giorno per giorno la sopraffazione, oggettifica i corpi femminili, demonizza la sessualità e l'indipendenza delle donne e fornisce un'educazione tossica agli uomini. "Insieme agli abusi domestici", spiega ancora Nicole Kidman, "c'è stato un aumento di tutti i tipi di violenza contro donne e ragazze. Dalle molestie nelle strade quasi deserte, al cyberbullismo, alle ragazze costrette dalle famiglie a lasciare la scuola e sposarsi per ragioni economiche. Come Women’s Goodwill Ambassador per le Nazioni Unite dal 2006, ho imparato molto sull'orribile portata della violenza contro le donne nel mondo e ne ho visto l'impatto devastante".

L'attrice ricorda che nel mondo una donna su tre mediamente subisce una forma di violenza nel corso della sua vita e chiama all'appello tutti noi, nessuno escluso. "Ognuno ha un ruolo da svolgere e il potere di contribuire a porre fine alla violenza contro donne e ragazze, anche durante questa pandemia", spiega, ma come fare? "Inizia ascoltando, credendo alle survivors. Quando una donna dice di essere stata aggredita, la sua sobrietà, i suoi vestiti e la sua sessualità sono irrilevanti. Anche piccole azioni come far notare i comportamenti tossici di un amico o condividere informazioni rilevanti in una chat di gruppo, ad esempio, possono fare molto". Il punto è sentirsi parte della soluzione in prima persona, non voltare lo sguardo, non pensare che il cambiamento non riguardi direttamente anche noi.