Il mistero dei Raggi X che vengono dal centro della galassia

Di Redazione
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Photo credit: NASA - Getty Images
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Sagittarius A è il nome molto fico che abbiamo dato a un corpo celeste altrettanto fico: il buco nero gigante al centro della nostra galassia e intorno al quale girano tutte le stelle della Via Lattea. Compresa la nostra.

Il 9 novembre del 2010 il telescopio spaziale per raggi gamma Fermi ha individuato due tracce chiamate appunto "bolle di Fermi" che si estendono per 25 mila anni luce ed è come se fossero l'ombra di qualcosa che si è verificato milioni di anni prima. Le teorie sono numerose ma la più solida è quella che coinvolge Sagittarius A.

Quest'anno si è aggiunta un'altra scoperta fondamentale per comprendere a pieno la storia della nostra galassia. Sulla rivista Nature è stata rivela l'esistenza di altre due bolle, della stessa grandezza sconfinata di quelle di Fermi, che sono state chiamate "bolle di eROSITA".

I due fenomeno sono molto probabilmente legati e riguarderebbero un'esplosione di energia che si è verificata nel buco nero centrale milioni di anni fa. Il team di scienziati che sta studiando questo evento ha calcolato che per creare queste strutture era necessario un rilascio di energia equivalente a quello di 100.000 supernove. "Le cicatrici lasciate da tali esplosioni richiedono molto tempo per guarire", ha detto in una dichiarazione il coautore dello studio Andrea Merloni, uno scienziato senior presso l'Istituto Max Planck per la fisica extraterrestre in Germania.

Merloni e i suoi colleghi studiano costantemente il cielo con un telescopio a bordo di un satellite russo-tedesco che si chiama Spektr-RG. Questo potente telescopio a raggi x monitora l'universo su una porzione dello spettro elettromagnetico che ci può raccontare molti eventi apparentemente invisibili e nascosti.