Il Museo Salvatore Ferragamo a Firenze celebra la moda in tutte le sue forme

Di Stefania Carini
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Photo credit: David Lees - Getty Images
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From Harper's BAZAAR

“Ho diviso le donne che sono venute da me in tre categorie: le Cenerentole, le Veneri e le Aristocratiche. Le Cenerentole calzano sempre scarpe più piccole della misura 6. Le Veneri calzano la taglia 6, le Aristocratiche il 7 o sopra”. Così scriveva Salvatore Ferragamo nel 1971 nella sua biografia Il Calzolaio dei Sogni, così scriveva il più celebre fra i creatori di moda che fin dagli anni Venti ha contribuito al rendere il cinema una macchina dei sogni. Da Audrey Hepburn ad Ava Gardner, da Greta Garbo ad Anna Magnani, da Paulette Goddard a Lauren Bacall fino Sophia Loren tutte hanno amato Ferragamo.

Un patrimonio che Ferragamo non disperde, grazie al suo museo a Firenze al Palazzo Spini Feroni, che ogni anno raccoglie mostre dedicate al passato del brand e ai suoi legami con cinema, moda, design e non solo. Qualche anno fa ad esempio venne dedicata un'ampia mostra a Marilyn Monroe, che come altre dive adorava indossare le calzature Ferragamo – ne possedeva decine di paia, tutte di linea essenziale e rigorosamente con tacco a spillo. Quest'anno invece il museo ha puntato su un tema ormai imprescindibile, la sostenibilità. Una parola che talvolta pare abusata, ma che ha un senso molto profondo: soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri.

Photo credit: Courtesy Laura Strambi, Milano
Photo credit: Courtesy Laura Strambi, Milano

Ecco allora la mostra Sustainable Thinking, che ha l’obiettivo di far riflettere su questi temi, attraverso le visioni della moda e dell’arte. Verso la sostenibilità guardano molti artisti, alcuni concentrati sul recupero di un rapporto con la natura, sull’impiego di materie organiche, sulla necessità del riuso creativo dei materiali o sulla relazione fra natura e tecnica; altri sull’importanza di un impegno collettivo volto alla rifondazione della società. L’industria della moda, da parte sua, non solo attraverso una nuova generazione di designer, ma anche tramite percorsi innovativi di brand consolidati sul mercato sta affrontando la via della sostenibilità, con l’adozione di nuovi materiali ecologici e performanti e il perfezionamento dei processi produttivi.

Photo credit: Courtesy Mats Rombaut, Paris
Photo credit: Courtesy Mats Rombaut, Paris

Sustainable Thinking mette a confronto dunque arte e moda entrambe alla ricerca di un futuro equo, rigenerato, possibile. Nel percorso espositivo sono presentati materiali, opere e abiti recenti e/o appositamente realizzati per l’occasione, che si focalizzano su processi di produzione alternativi, offrendo spunti per una progettualità in grado di valorizzare la differenza, impiegare le nuove tecnologie senza subirle, declinare il locale con il globale, salvaguardare il nostro ecosistema.

Photo credit: Courtesy Museo Salvatore Ferragamo
Photo credit: Courtesy Museo Salvatore Ferragamo

Così ecco allora in mostra Rainbow Future, sandalo realizzato da Ferragamo a mano in cotone organico lavorato all’uncinetto, tacco e piattaforma a strati in legno ricoperti del medesimo materiale. Oppure l'abito da sera, firmato Ferragamo by Paul Andrew, in jersey perPETual, ottenuto dalla plastica ricavata dalle bottiglie e trasformata in filato attraverso un processo brevettato di polimerizzazione. L’abito è stato creato per l’attrice Elizabeth Chambers e indossato al Green Carpet Fashion Awards Italia il 23 settembre 2018, presso il Teatro alla Scala di Milano.

Causa emergenza sanitaria, adesso la mostra è chiusa, ma è possibile possibile visitarla virtualmente. Grazie ad immagini a 360° in alta risoluzione, info point, video e schede di approfondimento, le 10 sezioni di Sustainable Thinking, sono infatti visitabili comodamente dal proprio dispositivo, ovunque ci si trovi. In attesa di tornare in presenza.