Il Noma è miglior ristorante al mondo tra i World's 50 Best Restaurants (ma l'Italia si difende benissimo)

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Photo credit: THIBAULT SAVARY - Getty Images
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L'edizione 2021 del World's 50 Best Restaurants è stata ancora più sentita perché ha segnato la riapertura post pandemia di uno dei settori più provati dalla situazione, quello della ristorazione, e la ripresa della cerimonia dopo un anno di stop. L'emozione dimostrata sul palco della Queen Elizabeth Hall di Anversa, dove si è tenuta la premiazione, ha dimostrato che la resilienza degli chef ha pagato e che né loro né World's 50 Best Restaurants, che ha recentemente assegnato premi importanti come il Champion of Change alla chef Viviana Varese, si sono mai arresi.

Il vincitore di questa rinnovata edizione è il pluripremiato Noma di Copenhagen, seguito dal Geranium, anch'esso di Copenhagen, e dall'Asador Etxebarri di Atxondo, nei Paesi Bassi. Il Noma di René Redzepi, si conferma come icona della Nuova cucina nordica, conquistando per la quinta volta il primo posto in questa classifica, e trionfando ad appena un mese dal riconoscimento delle 3 stelle Michelin. Oltre ad un'interpretazione contemporanea della cucina nordica, che reinventa licheni, alghe, rape e tutti quegli ingredienti selvaggi addomesticandoli con tecniche raffinate, il Noma ha meritato il primo posto anche grazie alla sua nuova sede. Inaugurato nel 2018, il Noma si estende in un "ristorante borgo" fatto di più strutture che comunicano tra loro e la natura circostante, regalando agli ospiti un'esperienza a 360 gradi della cucina di Redzepi.

Dopo il primo posto conquistato nel 2010, 2011, 2012, 2014 e 2021, per il Noma questa sarà l'ultima vittoria, dato che con il nuovo regolamento in vigore dal 2019, i ristoranti vincitori non si potranno più candidare per il World's 50 Best Restaurants, ma finiranno direttamente nel Hall of fame, come è successo a Massimo Bottura con l'Osteria Francescana e ad altri 7 ristoranti finora. Oltre ad essere stato un grande anno per la Danimarca, in prima e seconda posizione, anche la cucina italiana si è difesa molto bene, scalando la classifica.

Nel 2019 erano solo due a figurare fra i primi 50, quest'anno invece sono 4 i ristoranti italiani: Piazza Duomo di Enrico Crippa ad Alba è 18° (era 29° nel 2019), Le Calandre dei fratelli Alajmo 26° (31° nel 2019), il Reale di Niko Romito al 29°. Menzione speciale per il Lido 84 dei fratelli Camanini, che nell'ultima edizione aveva debuttato al 78° posto aggiudicandosi il One to Watch Award, e nel 2021 è al 15°. A completare gli italiani tra i primi 100, Mauro Uliassi di Uliassi a Senigallia al 52° posto e Norbert Niederkofler del St. Hubertus di San Cassiano in Alta Badia, che con un balzo di 62 posizioni è arrivato al 54°. Sarà meglio tenere d'occhio questa scalata italiana perché presto potrebbe arrivare alla vetta.

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