Il nome Margarethe von Trotta vi dice qualcosa? È stata la prima donna a vincere il Leone D'Oro nel 1981

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Photo credit: United Archives - Getty Images
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Se vi diciamo Margarethe von Trotta? Se vi diciamo Anni di piombo? E se vi diciamo Venezia 1981? Forse nulla di tutto questo - a meno che non siate dei cinefili davvero pro - vi dice qualcosa. Sono passati parecchi anni, eppure oggi, in un'epoca in cui abbiamo imparato a contare le donne di successo una per una - consapevoli che la loro (non)presenza, no, non è una questione di merito ma soprattutto di sessismo - beh, quel 1981 assume un significato da ricordare. Margarethe von Trotta quarant'anni fa è stata la prima regista a vincere il Leone D'oro a Venezia. Dopo di lei ce ne sono state solo altre quattro per un totale di 5 donne e 62 uomini, impressionante, non trovate?

Photo credit: Mondadori Portfolio - Getty Images
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Margarethe von Trotta con Anni di piombo nel 1981, Agnes Varda nel 1985 con Senza tetto né legge, la regista indiana Mira Nair con Monsoon Wedding nel 2001, Sofia Coppola con Somewhere nel 2010 e Chloé Zhao nel 2020 con Nomadland. Si contano letteralmente sulle dita di una mano ed è il caso di ricordarlo perché, anche se i numeri stanno parzialmente migliorando (quest'anno la giuria è composta da quattro donne e tre uomini) non possiamo certo abbassare la guardia. In questa edizione, ad esempio, le registe in gara sono solo cinque su ventuno, quasi la metà rispetto al 2020: Jane Campion, la prima donna a vincere la Palma d’Oro a Cannes, Maggie Gyllenhaal, Ana Lily Amirpour, Audrey Diwan e la regista russa Natasha Merkulova che ha co-diretto il film Il Capitano Volkonogv è scappato. Prima di Von Trotta, comunque, la situazione era ben più critica; nessuna donna era mai arrivata a vincere il premio come miglior film alla Biennale d'arte cinematografica. Solo 25 uomini, 25 registi dal 1954 al 1981.

La regista e attrice berlinese di trentanove anni quell'anno ha portato a Venezia il suo Anni di piombo, un film che racconta la storia di due sorelle nella Germania degli anni '70, analizzando il loro rapporto e il loro impegno politico. Assieme a Von Trotta c'erano altri 19 registi in gara tra cui nomi importanti come Alberto Bevilacqua, Marco Tullio Giordana, Salvatore Piscicelli, Peter Del Monte e Nanni Moretti con Sogni d'oro di che si è aggiudicato il Premio Speciale della Giuria. Fuori concorso, poi, c'erano il regista statunitense Peter Bogdanovich con ...E tutti risero, interpretato da Audrey Hepburn e Ben Gazzara e il regista polacco Krzysztof Zanussi con la sua opera biografica su Karol Wojtyla, Da un paese lontano, Giovanni Paolo II. Venezia in quegli anni non era un luogo per registe: certo le donne non mancavano, ma erano principalmente attrici e dive attese al Lido con i loro abiti eleganti. Nella trentottesima edizione della mostra l'unica altra donna in concorso oltre a Von Trotta era regista la francese Catherine Binet. Sembrava impossibile, eppure quell'anno per la prima volta una donna è riuscita a convincere i giurati: Von Trotta con il suo cinema moderno, politicamente impegnato e profondamente femminile nell'indagare la psicologia delle sue protagoniste ha fatto la storia aprendo la strada ad altre dopo di lei. Ricordiamoci il suo nome, i loro nomi e soprattutto non smettiamo di contarle, di conoscerle, di celebrarle.

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