Il nuovo stadio di Losanna è puro rigore architettonico di scuola svizzera

Di Ciro Marco Musella
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Photo credit: Ariel Huber
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From ELLE Decor

Il 2021, sembra avercelo promesso, sarà l’anno della ripartenza ed il suo calendario appena inaugurato è già fitto con le date di quei grandi eventi ai quali abbiamo dovuto rinunciare. Tra i tanti, le Olimpiadi di Tokyo (inizialmente previste per il 2020 poi posticipate al 2021) già promettono di diventare i Giochi Olimpici più importanti di sempre e nell’attesa che la torcia olimpica parta il 25 marzo da Fukushima, il mondo dell’architettura segue i cantieri che trasformeranno il volto di Tokyo, a partire dal già concluso Stadio Olimpico progettato da Kengo Kuma. Nel frattempo, anche nel resto del mondo si costruiscono luoghi sportivi nella speranza di abitarli e viveri il prima possibile. É questo il caso del Centre sportif de la Tuilière, il nuovo stadio di calcio della città di Losanna, in Svizzera. Così come spesso ci hanno abituato gli architetti della scuola svizzera, anche in questo caso l’edificio si trova lontano dal tessuto urbano della città e il suo cemento a vista si confronta con il verde naturale dell’aperta campagna.

Photo credit: Ariel Huber
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La casa del FC Lausanne-Sport è firmata dagli studi svizzeri MLZD e Sollberger Bögli Architects e il suo disegno racconta la funzione che ospita. Dall’esterno lo stadio si presenta come un vaso che come bordo superiore presenta una trave nera in scala gigante e ai lati quattro angoli ripiegati, un’ingegnosa soluzione che consente di adattare il disegno dell’edificio con le dimensioni ristrette del sito. I progettisti hanno quindi disegnato una forma che contraddistinguesse il progetto e che allo stesso tempo rispondesse a diverse necessità, su tutte quella statica: i quattro angoli lavorano per trazione sulle travi superiori dello stadio conferendo rigidità alle pareti esterne.

Photo credit: Ariel Huber
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Se l’esterno è imponente, il disegno dell’interno è estremamente minimale, lasciando che i veri protagonisti dello stadio rimangano il campo e i giocatori. Una volta superata la soglia di ingresso, ampi spazi coperti distribuiscono il pubblico che viene condotto agli spalti grazie ai gradini posti negli angoli. Nessun dettaglio architettonico distrae dalla competizione e ogni elemento segue in modo preciso l’inclinazione dello Stadio. Una grande copertura copre i tifosi e posta a una quota piuttosto bassa amplifica qualsiasi suono. Nella settore più in alto, le parti che compongono l’edificio si alleggeriscono ed uno spazio di sosta coperto diventa una galleria vetrata, materiale che dall’esterno interrompe la monotonia del cemento in prospetto.

Photo credit: Ariel Huber
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Mentre la trave e le tribune in cemento caratterizzano i prospetti dei tre lati dello stadio, a ovest una grande parate in vetro lascia illuminare la tribuna principale, servita dal guardaroba, sala stampa e gli ambienti vip disposti sui tre piani. Frammentato in pieghe di vetro, il prospetto ovest appare come un leggerissimo tamponamento, sospendendo quella dura monumentalità che caratterizzava fino a ora l’architettura.

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