Il più grande sostenitore di Kamala Harris è suo marito, Douglas Emhoff

Di Arianna Galati
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From Marie Claire

"So proud of you". Dove you sta per Kamala Harris prima vicepresidente USA (a sbriciolare il tetto di cristallo del potere). Due cuori, due bandiere a stelle e strisce, e il proud in questione che riassume in un abbraccio d'amore dolce e fortissimo, tutta la gioia per l'evento politico tra i più storici degli USA. Douglas Emhoff marito di Kamala Harris ha festeggiato con un tweet l'elezione della moglie al soglio della Casa Bianca, dopo aver trottato al suo fianco per mantenere l'equilibrio di toni fermi e gentili contro la corazzata repubblicana di Donald Trump. Nervi saldi e cooperazione. E mentre il video di lei che si congratulava al telefono con Joe Biden"We did it, we did it Joe" diventava un culto, Douglas Emhoff fermava il momento condividendo il gesto più proibito e desiderato dei mesi di pandemia: un abbraccio avvolgente, profondo, che entra di diritto nella schiera dei più simbolici dell'iconografia statunitense. Dove anche Douglas Emhoff prenderà il suo posto con il titolo di primo Second Gentlemen della storia e primo uomo di origine ebraica a ricoprirlo, pur non apprezzando questo genere di categorizzazione: "Non amo molto le qualifiche, sono un uomo da azione. Sono semplicemente una persona, non sono un politico. Sono un avvocato, un uomo, un papà. Non sono eccessivamente politico. Sono eccessivamente suo marito" aveva riassunto ridendo in una lunga intervista a Jessica Goldstein di Marieclaire USA intitolata The Good Husband.

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È tante cose, l'uomo che da sette anni è al fianco della neoeletta vicepresidente. La biografia di Douglas Emhoff comincia nel 1964 a Brooklyn da Michael, designer di scarpe da donna, e Barbara, entrambi di origini ebraiche. Douglas è il mediano di tre figli nati a cadenza regolare di due anni in due anni, dalla sorella maggiore Jamie fino al fratello minore Andy. Crescono, molto legati sulla costa est in New Jersey senza grandi fronzoli: nel garden state la tranquilla vita della provincia americana cantata da Springsteen è davvero al suo massimo, gli occhi attenti dei vicini alle finestre delle villette vegliano su corse in bicicletta, lanci a baseball e primi flirt. Nel 1981, quando Douglas Emhoff ha 17 anni, per ragioni di lavoro del padre la famiglia si trasferisce dall'altra parte degli Stati Uniti, in California. Frequenta l'ultimo anno all'Agoura High School di Los Angeles, una scuola pubblica con un importante programma di studio di musica (anche se ha confessato che i suoi gusti musicali si fermano al 1982, a differenza di quelli più aperti e sofisticati della moglie). Il suo primo lavoretto è da McDonald's, poi si iscrive a Giurisprudenza alla Gould School Of Law della University Of Southern California. "Gli piaceva l'idea di parlare per sostenere le persone, poi vinceva sempre nelle discussioni" ha raccontato la sorella Jamie. Una volta laureato, si specializza in diritto dello spettacolo e inizia la sua carriera di avvocato a fine anni novanta in diversi grandi studi, fondandone poi uno proprio, acquisito nel 2006. Dal 2017 Douglas Emhoff è socio avvocato di DLA Piper, uno dei maggiori studi di avvocatura al mondo.

Nel contempo, la vita privata si arricchisce di particolari. E d'amorosi sensi, naturalmente. È il 1992 quando Douglas Emhoff sposa Kerstin Mackin, cofondatrice e capo esecutivo della casa di produzione Prettybird, dalla quale ha poi due figli, Cole nel 1994 e Ella cinque anni più tardi. Il matrimonio sembra andare bene, ma qualcosa si incrina: è l'epoca della grande crisi del 2008, poco dopo sarebbe iniziata l'era di Barack Obama alla Casa Bianca. Dopo sedici anni i due divorziano, restando però in ottimi rapporti. E oggi Kerstin Mackin Emhoff ha fatto volontariato attivo nella campagna per Kamala Harris, mettendo al servizio della candidata le sue conoscenze. Non solo, ha raccontato di essere stata la principale tifosa dell'ex marito quando lui conobbe Kamala Harris. Secondo il figlio Cole Emhoff, anche questo rapporto famigliare così disteso è ampio merito dell'equilibrio paterno: "Ha la capacità di riuscire a unire le persone in una stanza".

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Ed è questa capacità filodiplomatica di far convergere punti distanti a dargli modo di incontrare il suo destino quando meno se lo aspetta. E con una persona della sua stessa età, nata appena una settimana dopo di lui, sulla costa opposta degli Stati Uniti. Come si sono conosciuti Kamala Harris e Douglas Emhoff? Niente di astrologico, qualcosa di molto più classico: un evento di avvocati. La Harris era già procuratrice generale della California dal 2010, lui si occupava di diritto dello spettacolo. L'aveva notata, confessò alla Cupido della situazione Chrisette Hudlin, amica di Harris e collega di lavoro di Emhoff. "Lo consideravo più di un avvocato e alla fine di un incontro mi piaceva come persona. Non capita spesso. Mi disse qualcosa tipo "È veramente bellissima", era un complimento ma al tempo stesso la ammirava. E mi piacque" ha raccontato la Hudlin, che si adoperò perché i due uscissero insieme nel più tradizionale degli appuntamenti al buio. Andò bene, a quanto pare, nonostante un paio di approcci traballanti. Fu lui a fare la prima mossa, il giorno successivo, affidandosi ad una email: da uomo pratico, aveva scritto un calendario di date in cui sarebbe stato libero per rivederla. "Mi piaci davvero. Vediamo se funziona".

La strada all'amore tra Kamala Harris e Douglas Emhoff è stata spianata anche dai figli Cole ed Ella, che hanno accolto la nuova compagna del padre nel migliore dei modi: un appellativo affettuoso (Momala, crasi tra Mom e Kamala, rivelato dalla Harris in una intervista) e la comune passione per le sneakers (lei si presentò con Converse e biscotti per conoscerli). Una manciata di mesi dopo, in marzo, la proposta di matrimonio non convenzionale fu inclusa in una discussione casalinga sul pad thai e siglata da un anello di platino e diamanti. Il 22 agosto 2014 si tiene il matrimonio di Kamala Harris e Douglas Emhoff al palazzo di giustizia di Santa Barbara: ad officiare Maya Harris, sorella di lei e madre delle amatissime nipoti di Kamala Harris, e la cerimonia è stata un mix di tradizioni religiose ebraiche e indiane, condita da afflati poetici con la lettura di una poesia di Maya Angelou.

E non solo nei momenti da celebrare, ma anche in quelli dove le decisioni si fanno più dure, Douglas Emhoff e Kamala Harris sono uno il sostegno dell'altra. La rinuncia alla corsa alla presidenza da parte dell'ex procuratore della California è stata una decisione durissima da mandare giù. "L'ha scelto lei e l'avrei sostenuta comunque. Non sono il suo consulente politico. Sono suo marito. Il mio ruolo era essere lì per lei, amarla, supportarla, parlarle, aiutarla" ha ricordato Emhoff. Ruoli, ancora ruoli. Per ora, gliene spetta uno impegnativo e Douglas Emhoff, che si era già messo in aspettativa dallo studio per seguire al meglio la campagna elettorale della moglie, starà familiarizzando con le richieste al second gentleman della Casa Bianca. Con Jill Biden Douglas Emhoff condivide molto: l'approccio equilibrato allo spouse role, l'infanzia in New Jersey, un secondo matrimonio decisivo e confortevole, l'indipendenza della propria carriera. La First Lady ha riassunto la posizione che sono chiamati a coprire: "Non è un ruolo che cerchi, ma è un onore e una piattaforma potente. Mi sono ripromessa di non sprecarlo, e so che Doug farà lo stesso. Non vedo l'ora di vedere le grandi cose che farà come nostro primo second gentleman". E anche noi.