Il primo negozio italiano di Onitsuka Tiger è un teatro dell'arte giapponese

Di Carlotta Marelli
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Photo credit: Paola Pansini
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From ELLE Decor

Per chi è stato adolescente nei primi 2000 Onitsuka Tiger è sinonimo di Uma Thurman avvolta in una tuta gialla e armata di sciabola in Kill Bill Volume 1. Non molto tempo dopo l’uscita del film (nel 2003), Onitsuka Tiger aveva aperto 23 negozi indipendenti in Giappone ma anche a Hong Kong, Parigi, Berlino, Londra e Seoul.

Il 18 dicembre 2020 è arrivato anche il primo flagship store italiano di Onitsuka Tiger, inaugurato a Milano in piazza XXV Aprile e progettato come fosse un teatro composto da tre sale principali, ciascuna dedicata a un concept: si passa dal Laboratorio, un ambiente giocato sui toni del grigio con arredi essenziali e uno spiccato gusto industrial, alla Japanese Black Lacquer Box, una sorta di scatola laccata di nero in omaggio all’artigianato giapponese. L’ultimo ambiente del nuovo negozio di Onitsuka Tiger a Milano è la Galleria: uno spazio dove regna l’iconico giallo Tai-chi che non può che riportarci alla Resa dei Conti alla Casa delle Foglie Blu, in cui La Sposa (Uma Thurman) affronta gli 88 folli.

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In realtà il brand di sneakers giapponesi esisteva già mezzo secolo prima di Kill Bill: fondato nel 1949 da Kihachiro Onitsuka, è nato con l’intento di produrre scarpe per giocare a basket in una palestra al coperto, adatte a scatti veloci e fermate improvvise. Onitsuka riesce nell’intento e le sue scarpe diventano famose in tutto il Giappone, fino a diventare le calzature ufficiali della delegazione olimpica giapponese dal 1956 al 1980.

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Dopo una collaborazione con Blue Ribbon Sports, il precursore di Nike, alla fine degli anni ’60 (da cui nascerà la Corsair), nel 1977 l’azienda entra a far parte dell'ASICS Corporation e il marchio viene ritirato. Per rivederlo dobbiamo aspettare il 2002, quando Onitsuka Tiger è rilanciato come marchio di moda sportiva, proprio mentre le sneakers vintage stavano tornando di moda. Il film di Tarantino consacrerà il loro successo.

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Da allora la strategia aziendale ha scelto di puntare sulle proprie radici – rendendo omaggio alla maestria giapponese con la serie realizzata a mano in Giappone Nippon Made – e sulle collaborazioni con i grandi nomi della moda: nel 2019 Andrea Pompilio è stato nominato direttore creativo e negli ultimi anni si sono susseguite collaborazioni diversi marchi di lusso tra i quali Givenchy nel 2019 e Valentino nel 2020.

Questa dicotomia è anche il fil rouge che lega gli ambienti del negozio milanese di Onitsuka Tiger, dove è possibile trovare la collezione premium Nippon Made ma anche la capsule collection firmata dall’artista newyorkese Brian Kenny, i modelli contemporanei e quelli storici oltre a capi d’abbigliamento e accessori.

Photo credit: Courtesy Photo
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www.onitsukatiger.com