Il primo passo per ritrovare il benessere perduto

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Photo credit: Getty Images - Hearst Owned
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Uno dei primi fu l’americano Henry David Thoreau: si mise delle scarpe comode e si allontanò dalla sua casetta immersa nel tessuto della puritana Concord con lo scopo, unico e dichiarato, di fare quattro passi nel verde. Tra i giochi di luce del sottobosco e le cime degli alberi che svettavano fino al cielo disegnando cattedrali naturali, Thoreau avvertì, inaspettatamente, solo good vibes.

La selva, fino ad allora, era stata per lo più oscura e minacciosa. Camminare gli piacque così tanto che lo fece ogni giorno, per anni. A fine passeggiata, metteva nero su bianco riflessioni e consigli, di ogni genere. Nel 1863 venne pubblicato, postumo, il suo saggio dal titolo Walking. Lì dentro c’è già (quasi) tutto quello che servirebbe sapere sull’arte di camminare: che in tempi moderni e frenetici, un sentiero percorso a passo d’uomo può rappresentare un lusso nonché riservare sorprendenti avventure. Che stare all’aria aperta rinvigorisce corpo e spirito e che conoscere la natura selvatica è il modo migliore per imparare a rispettarla e preservarla. C’è anche un’invitante esortazione: “Tornate a camminare, vi renderà felici!”

Nora ed Eminia e lo slow gardening

Nora (giardiniera) ed Emina (insegnante di yoga) si sono incontrate dodici anni fa a Milano durante un lunedì sostenibile, "una delle iniziative del movimento di orti urbani, di cui ero una promotrice, impegnata a diffondere la vera essenza del verde che non è decorativa bensì rigenerativa, del paesaggio e delle persone", ricorda Emina. "Tra noi è scattata subito un’intesa, alimentata da comuni passioni: le piante e i libri", continua Nora.

Photo credit: Courtesy picture - Hearst Owned
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"Condividiamo lo stesso sentimento di amicizia per le piante, proviamo per loro un vero affetto", precisa Emina. Per entrambe, camminare nella natura è un’abitudine che risale all’infanzia, mai abbandonata, in cui Emina ravvede "anche un lato yoga; il piede è un radar che fa germogliare la nostra consapevolezza della natura, invitandoci a mettere all’erta tutti i sensi: tocchiamo, annusiamo...".

Da quando si sono incontrate passeggiano spesso insieme, a distanza: "Abbiamo ritmi di vita diversi e abitiamo lontane. Dunque capita spesso che una faccia un sentiero e ne parli all’altra, che lo rifà appena possibile. Il nostro libro, Consigli per viandanti giardinieri, (ed. Ediciclo), è il frutto di questi racconti". La loro guida illustra sentieri nel verde di ogni genere, dalla Val Sesia alle Cinque Terre, passando per i parchi di Milano e Palermo. "Alcuni lettori mi chiedono perché non segnaliamo i tempi di percorrenza. Noi stesse non sappiamo mai se passeremo 2 o 5 ore su un sentiero, perché lo percorriamo divagando nella raccolta di materiali e alla ricerca di 'fugaci pop-up'. Avete presente quei quadri naturali che vi si presentano per un breve istante dinnanzi agli occhi? La fioritura degli anemoni, l’esplosione autunnale del sottobosco. Promuoviamo lo slow gardening, ovvero la raccolta di materiale in natura al fine di creare un proprio giardino originale, ecologico, economico e sostenibile. Così facendo un giardino o anche un vaso sul balcone si trasforma in un racconto, un diario di momenti ed esplorazioni che ciascuno scrive a suo modo. Il nostro metodo di raccolta è rispettoso e consapevole e coadiuvato dallo studio delle piante, reso adesso più facile grazie ad app come PlantNet.

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Più si impara a conoscere le piante, meno le si raccoglie. Le felci selvatiche, per esempio, sono tra quelle specie che vivono solo nella loro comunità. Questo è un altro aspetto molto interessante di questo modo di camminare; scoprire la vita comunitaria delle piante, il loro posto in un ecosistema. Quando le vediamo in un vivaio sono individui a sé, ma sono davvero poche le piante che sono nate per stare in un vaso da sole. La nostra prossima meta? Il Monte Nero degli Zappini sull’Etna fino a Nuova Gussonea, il giardino botanico dedicato alla flora etnea".

Stefania e Lulù alla scoperta dell'arte antica

Stefania. "Pur avendo sempre viaggiato molto, anche insieme alle mie figlie, non avevo mai considerato l’ipotesi di un cammino perché lo associavo allo yoga, alla pratica religiosa o spirituale. Tutti temi e mondi super apprezzabili che non incontrano però il mio spirito ultra secolare. Ciò di cui avevo davvero voglia, soprattutto dopo la clausura forzata dal lockdown, era di stare il più possibile all’aria aperta e muovermi.

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Il periodo clou della pandemia, tra l’altro, era coinciso con un significativo traguardo di Lulù, la maggiore delle mie figlie, che aveva terminato a distanza gli esami universitari e aveva davanti a sé un’estate più libera del solito. Le ho proposto di regalarci un momento di sospensione da qualsiasi abitudine, nuova o vecchia che fosse, per sottolineare l’inizio di un nuovo capitolo delle nostre vite. Ho iniziato a informarmi sui cammini scoprendo che le vie più conosciute sono molto ben organizzate e attrezzate, almeno sulla carta. Io stavo cercando, invece, di far di nuovo spazio all’imprevisto nelle nostre vite. Googlando e scrutando mappe e cartine mi sono infine imbattuta nella Via Clodia; una strada antica, dal tracciato impreciso, che i romani usavano per andare alle Terme di Saturnia. L’ho trovata perfetta. Siamo partite a fine luglio da una Roma rovente, con un solo zaino: non consiglierei di partire in estate, il caldo può essere opprimente, ma affidare il peso dell’impresa a una giovane figlia è stata una buona idea! Abbiamo percorso circa 25 chilometri al giorno, attraversando un’incredibile varietà naturale intervallata da borghi storici e architetture romane. Avevo già visitato gran parte dell’Alto Lazio, ma attraversare un paesaggio a piedi ne cambia davvero la prospettiva, come lo si vedesse sotto una lente di ingrandimento. Ho avuto la conferma che viviamo in un Paese dove si mangia benissimo – scegliere il ristorante la sera è sempre stata una festa, camminare fa venire un ottimo appetito! - con un patrimonio artistico da urlo… per quanto è bello, ma anche per quanto, spesso, viene trattato male. L’incuria nei boschi come dei monumenti regna spesso sovrana, ma quando succede di incontrare, come è capitato a noi nella valle di Blera, dei volontari che hanno sfruttato il lockdown per far tornare al loro antico splendore delle intere necropoli etrusche, si riaccende in un istante la meraviglia di questi luoghi che, percorsi a piedi e in un caldo umido, mi hanno ricordato le atmosfere del Sudest asiatico, ritrovato inaspettatamente a due passi da casa. Prossimo cammino? Mi piacerebbe attraversare la Sila, in Calabria. Con tutte le figlie".

Fitwalking? Un'ottima terapia di coppia

Photo credit: Courtesy picture - Hearst Owned
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Gloria. "Cinque anni fa mi sono ritrovata con addosso un bel po’ di chili di troppo. Come è successo? Un lavoro tanto impegnativo quanto sedentario, una vita da pendolare tra Milano e Genova in cui mi pareva difficile, per non dire impossibile, trovare del tempo per fare sport. Ho deciso di dare una regolata a me stessa e all’alimentazione, chiedendo il parere di una nutrizionista che mi ha regalato anche uno dei migliori consigli che mi siano mai stati dati: la cosa più semplice ed efficace da fare per ritrovare la forma è camminare! Almeno mezz’ora al giorno, mi sono imposta. Senza stravolgere il ritmo frenetico delle mie giornate, ho iniziato a fare a piedi quanti più tragitti possibili, da casa alla stazione o dall’ufficio alla fermata dell’autobus. Quando mi sono sentita finalmente più in forma, ho iniziato ad allungare i percorsi, scoprendo tra l’altro strade e angoli di Milano che non immaginavo neanche esistessero. Camminare è diventato non solo un piacere, ma anche il mio modo per esplorare e conoscere lo spazio intorno a me. Quando il mio corpo si è fatto più leggero e, soprattutto, più atletico, ho iniziato a trasformare il promontorio di Portofino nella mia 'palestra all’aria aperta'. Insieme al mio fidanzato, abbiamo battuto tutti i sentieri; dal più famoso, quello che corre da Camogli a San Fruttuoso passando dal Passo del Bacio a quelli più impegnativi, come quello che porta in cima al 'semaforo vecchio'. Cosi facendo ho anche scoperto la mia dimensione naturale preferita che è quella della macchia mediterranea, prediligo sentieri e cammini 'vista mare'. Camminare è diventato anche il nostro modo per viaggiare e conoscere il mondo, io e il mio fidanzato non abbiamo la patente, tra l’altro. Abbiamo percorso più volte lo splendido Sentiero dei Doganieri di Capo Corso, riuscendo infine a farlo tutto in una sola giornata, ricordo ancora la soddisfazione! Uno dei cammini che vorremmo fare appena possibile è quello di Santa Barbara, in Sardegna. Di passo in passo, è cambiato anche il mio modo di camminare. Qualche tempo fa, pur un po’ scettica, mi sono iscritta a un corso di fitwalking, ideato dal campione olimpico di marcia Damilano. Mi ha insegnato a sfruttare la meccanica del passo in modo allenante, trasformando un gesto naturale in un vero e proprio sport. Con l’ausilio dei bastoncini, tra l’altro, camminare può dirsi uno sport davvero completo, perché allena anche busto e braccia".

Camminare - Guida pratica

Come iniziare - Un viaggio di mille miglia inizia da un primo passo…che è meglio non fare più lungo della gamba! Se siete dei sedentari pentiti, cominciate da piccoli tragitti quotidiani, quelli che di solito fate in macchina o coi mezzi pubblici. Per trovare il ritmo giusto, potete ascoltare una delle walking playlist da Spotify che vi accompagnerà per i minuti prestabiliti (15, 30, 45, 60).

Cosa indossare - Il consiglio più ovvio e il più dimenticato: attenzione alle scarpe, mettete in borsa stiletti o ballerine e optate per delle calzature leggere e flessibili, anche in città. Su thewalkingcompany.com trovate una scelta di modelli adatti, mentre su fitwalking.it potete leggere i consigli di Marco Damilano su come scegliere la scarpa più adatta a voi.

Dove andare - Per accendere la voglia di camminare di più, leggete Wanderlust di Rebecca Solnit. Quando decidete di allungare le distanze, optate per un itinerario che vi assomigli o incuriosisca, la scelta è infinita. Sul sito dell’Agenzia nazionale per il turismo, Enit (italia.it/it/idee-di-viaggio/sport-e-benessere/i-migliori-percorsi-di-trekking-in-italia) trovate un elenco esaustivo dei principali percorsi di trekking, suddivisi per regione. Camminiditalia.org è invece una community ricca di spunti, contatti e informazioni utili. Se volete oltrepassare i confini, Cammini (Touring Club, 2020) descrive undici vie di pellegrinaggio, dalla Scozia alla Germania. Altre strade di Adio Provvedi e Filippo Belisario (appena uscito per Mondadori) si snoda invece sulle strade bianche (le sterrate rurali) tra Umbria, Toscana e Lazio. Nella cornice delle Dolomiti, il comprensorio Alpe Luisa propone un’esperienza a piedi nudi nel parco, con un percorso yoga e benessere (alpelusia.it/it/estate/sentiero-natura). Se preferite fare quattro passi in compagnia, le Netural Walk sono camminate antropologiche ed emozionali nel Parco della Maiella, di gruppo (info@neturalwalk.com).