Il principe Carlo e le nuove foto in gonna in visita in Scozia (matchy matchy con Camilla)

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Photo credit: Tim Graham - Getty Images
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Mentre la regina prosegue il suo soggiorno nel castello di Balmoral, a raggiungerla in Scozia ci pensano Carlo e Camilla, in visita per alcuni appuntamenti istituzionali. Sarà la frizzante aria del nord, saranno le cornamusa, ma quando il principe del Galles o meglio il duca di Rothesay – questo il titolo con cui è conosciuto quando si trova nelle Highlands – soggiorna in questa parte del regno sembra sempre a proprio agio e felice. Accompagnato dalla sua inseparabile metà, il figlio di Elisabetta ama confondersi tra la gente e intrattenersi con gli abitanti, con cui si mescola alla perfezione grazie all'accurata scelta degli abiti.

Portando avanti una tradizione secolare, superato il Vallo di Adriano la famiglia reale dismette in segno di rispetto gli abiti da città in favore del tradizionale kilt con la classica gonna in tartan, che Carlo e Camilla amano indossare di diverse sfumature, dai toni del verde a quelli del rosso e del blu. Proprio come avvenuto durante le loro ultime visite, prima all'isola di Skye e poi all'inaugurazione dell'Aberdeen Art Gallery, prestigiosa galleria d'arte risalente al 1885, riaperta a settembre dopo 4 anni di ristrutturazione. Accolta da una scolaresca di bambini, la coppia ha fatto il suo ingresso nel museo sfoggiando un perfetto scottish outfit con tanto di calzettoni verdi e sporran per Carlo, la celebre borsetta di cuoio portata sul davanti e utilizzata in origine per contenere denaro, e camicia bianca con maniche a palloncino e gilet grigio per Camilla.


Ma da dove deriva la tradizione di indossare il kilt? Per quanto possa sembrare strano, questo capo è un indumento relativamente recente. Fu infatti un imprenditore quacchero inglese del '700 di nome Thomas Rawlinson a inventarlo. Trasferitosi nelle Highlands ed avendone appreso la cultura, operò una grande azione commerciale che rivoluzionò la moda scozzese. Osservando gli operai che abbattevano gli alberi per fornire la legna alla sua fornace di Inverness, ebbe l'intuizione di semplificare l'abbigliamento per renderlo meno ingombrante. Gli abitanti meno abbienti infatti portavano allora un lungo plaid di stoffa grezza stretto in vita, il Fèileadh mòr o "grande kilt", che copriva l'intero corpo e fungeva anche da coperta. Per rendere più agevole la marcia nella brughiera Rawlinson inventò l'attuale gonnellino, staccato dal plaid, meglio noto come kilt, prodotto in stoffe di diverso colore per distinguere una famiglia (clan) dall'altra.

Photo credit: Jeff J Mitchell - Getty Images
Photo credit: Jeff J Mitchell - Getty Images

Originariamente realizzato con un pezzo di stoffa lungo abbastanza da essere poi appoggiato sulla spalla dopo essere stato arrotolato intorno alla vita, in maniera da ricordare vagamente la toga dei romani, oggi viene confezionato come una gonna a portafoglio, in parte plissettata e fermata da lacci di pelle e una grossa spilla di sicurezza (kilt pin) sul lembo sovrapposto nell'angolo libero della stoffa. Per quanto il movimento romantico ne abbia fatto un simbolo di antichità, il gonnellino scozzese ha poco più di trecento anni di storia, ma rappresenta il simbolo e l'orgoglio di un intero popolo, che non ha mai smesso di affermare la propria alterità rispetto alla vicina Inghilterra.

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