Il ragazzo a cui Salvini ha citofonato: "In casa non siamo spacciatori. Agiremo per vie legali"

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Matteo Salvini nel quartiere Pilastro a Bologna

“Non siamo spacciatori. Sono solo pregiudizi”. Sono le parole del ragazzo di 17 anni accusato di spaccio insieme al padre nel quartiere Pilastro di Bologna. La famiglia è diventata protagonista delle cronache degli scorsi giorni dopo che Matteo Salvini, durante un evento elettorale, ha citofonato alla famiglia chiedendo: ”È vero che qui spacciate?”. A riportare le dichiarazioni del 17enne è il Corriere della Sera.

“Sono un ragazzo tranquillo che vive in quel quartiere, non ho precedenti penali. Mio fratello, di qualche anno più grande, ha invece degli arretrati con la giustizia per furto e rissa. Niente a che vedere con lo spaccio di droga [...] Non sono uno spacciatore e non lo sono nemmeno i miei parenti, siamo scossi per quello che è successo e intendiamo andare avanti per vie legali” [...]  Nessuno autorizza Salvini a fare quello che ha fatto”

La famiglia, infatti, si è rivolta allo studio dell’avvocato Cathy La Torre e ha intenzione di presentare denuncia sia nei riguardi del leader della Lega che della 61enne che lo ha accompagnato. Il 17enne ha poi parlato dei contrasti avuti in passato con la vicina di casa.

“Ce ne sono stati in passato, ma per questioni di altro tipo. Lei ha da ridire con tutti nel quartiere non solo con me, mio padre e gli altri familiari...”

 

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