Il ristorante indiano che ha fatto del social distancing il suo piatto forte

Di Elisa Zagaria
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Photo credit: NIVEDITAA GUPTA
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From ELLE Decor

Si chiama Social, eppure fa del distanziamento e della sicurezza i suoi piatti forti. Un ossimoro? No. Piuttosto una piccola rivoluzione, sotto forma di ristorante, che arriva da New Delhi, a ricordarci che anche dentro la più crudele delle pandemie, il piacere di mangiare e bere insieme può essere preservato e valorizzato, azzerando i rischi, non la condivisione.

Photo credit: NIVEDITAA GUPTA
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Ci troviamo a Dwarka, il più significativo sviluppo residenziale della megalopoli indiana. Anche qui il lockdown, per lunghi mesi, ha svuotato le strade, privandole di quell’energia contagiosa, variopinta e caotica che le contraddistingue. Ma il progetto di costruire un ristorante, non si è arenato, anzi. C’è un detto che recita: “non esistono problemi, solo opportunità”, e lo studio locale Renesa, che firma il ristorante di New Dehli, ne ha pienamente onorato lo spirito, dando vita a un luogo in cui “New Normal” non suona come una sventura, ma piuttosto come un’esperienza tutta da scoprire.

Photo credit: NIVEDITAA GUPTA
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Questo in sintesi non è un posto modellato per rispondere alla crisi sanitaria, ma un concetto nuovo di convivialità, nato prima della pandemia e valido anche per il dopo. L'ispirazione viene dai vicoli palpitanti del Vietnam, di cui la fitta disposizione reticolare di Dwarka sembra replicare l’essenza. Entrare nel ristorante è dunque come farsi avviluppare da un vortice urbano, con continui saliscendi, angoli e scorci sempre diversi, isole verdi e nicchie in cui rifugiarsi.

Photo credit: NIVEDITAA GUPTA
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“Multilivello”, così lo definiscono gli architetti, che hanno iniziato tracciando la griglia di Dwarka, per poi popolarla di spazi separati, ma fluidi e interconnessi. Scalette di legno portano da un piano all’altro, mentre a suddividere i vari segmenti, garantendo la necessaria sicurezza, oltre che il grado di privacy desiderato, sono partizioni di legno pieghevoli, pannelli in vetro scanalato e tende di bambù, che si possono aprire, chiudere o spostare per cambiare aspetto e dimensione di ciascuno spazio, con un unico punto fermo: la distanza tra i tavoli, mai inferiore a 1,8 metri.

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Il carattere autentico e rustico del locale passa attraverso un’attenta selezione dei materiali, dalla canna naturale che dà forma ai mobili e all'illuminazione, fino ai mattoni di riso che fanno da sfondo al microcosmo gioioso del locale. Gioioso, sì, perché se c’è una cosa che il nuovo ristorante Social ci insegna è che anche in un momento difficile come questo si può continuare a celebrare la vita, cercando un contatto con gli altri, condividendo un pasto e qualche ora di spensieratezza. Basta trovare la chiave giusta per farlo, in modo creativo, responsabile e sicuro.

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studiorenesa.com