Il Teatro alla Scala diventa più inclusivo e comincia a lavorare per la parità di genere

Di Elena Fausta Gadeschi
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Photo credit: Warner Bros. - Getty Images
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Chi ben comincia è a metà dell'opera, anche nella lirica. Per Dominique Meyer, sovrintendente del Teatro alla Scala, la parità di genere è una priorità non più rinviabile ed è ora che anche il mondo della musica lo riconosca. "Questo momento del Covid serve per mettere diverse cose a posto e penso che sia necessario un lavoro sull’equità uomo/donna, sui salari, sul trattamento professionale" ha spiegato Meyer ad Ansa, annunciando che sarà introdotto un codice di comportamento a tutela della dignità delle lavoratrici: "Vorrei che fosse pronto prima dell’estate". Da tempo sulla via del rinnovamento per offrire al pubblico un'esperienza più ecologica e hi-tech con telecamere fisse per lo streaming e iPad in otto lingue al posto dei libretti-display sulle poltrone, la Scala si appresta a diventare anche più inclusiva. Da dove incominciare? In un teatro che che nei suoi 243 anni di storia non ha mai avuto una sovrintendente donna, le azioni da intraprendere sono tante e agiranno su diversi ambiti. Si incomincerà con una maggiore valorizzazione delle artiste e si proseguirà con una più variegata composizione del comitato di direzione dove per ora si contano solo due donne. "Certo non possiamo mandare via gli uomini che ci sono ora – spiega Meyer – ma quando ci sarà un posto libero, possibilmente la presenza femminile aumenterà nella gerarchia".

Photo credit: Vittorio Zunino Celotto - Getty Images
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"Già dei passi avanti sono stati fatti – osserva –. Non vedo più resistenza delle orchestre" quando sul podio salgono donne. Ma non basta: "Dobbiamo far capire alle giovani che se hanno talento, avranno una chance". E in effetti sarà proprio una donna, Susanna Mälkki, a dirigere il prossimo concerto in streaming dell'orchestra della Scala il 23 aprile con la Serenata per fiati di Richard Strauss, il Ma mère l'Oye di Ravel e la Sinfonia n. 1 di Beethoven. Dopo di lei in cartellone la direttrice d'orchestra e pianista Speranza Scappucci e la coreografa Natalia Horecna, che auspicabilmente prima dell'estate firmerà un suo balletto per la Scala. Maggiore presenza di donne significherà quindi non solo direttrici, ma anche creatrici e registe come Irina Brook, che ha appena firmato il Dittico di Kurt Weill andato in diretta su Rai5 lo scorso marzo, e compositrici come Olga Neuwirth di cui Meyer ha ospitato a Vienna la prima mondiale di Orlando.

Photo credit: ullstein bild - Getty Images
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C'è poi la questione del codice. Tre donne di diversi settori del teatro sono state incaricate di fare una prima raccolta di informazioni sulla situazione per una ricognizione su eventuali irregolarità o abusi. "C'è una mancanza di regole in tanti luoghi dello spettacolo e conviene essere organizzati" ha detto Dominique Meyer, che vuole scongiurare i problemi verificatisi per esempio all'Opera di Zurigo, dove il direttore artistico Michael Fichtenholtz lo scorso gennaio è stato costretto a dimettersi in anticipo sulla scadenza del contratto per una vicenda di abusi di potere e molestie a giovani artisti. "Le donne devono avere la possibilità di esprimere il loro talento" ha sintetizzato Meyer, al lavoro sulla tetralogia di Wagner che intende mettere in scena nel 2025. E sembra già un ottimo inizio.