Il tocco d'artista in una casa londinese è in una scala vermiglio che galleggia sullo spazio

Di Isabella Prisco
·2 minuto per la lettura
Photo credit: Gavriil Papadiotis
Photo credit: Gavriil Papadiotis

From ELLE Decor

Dopo circa dieci anni, il team di Michaelis Boyd torna nel Borgo Reale di Kensington e Chelsea, il quartiere di Londra situato nella parte occidentale del centro cittadino che gode del riconoscimento onorifico da parte della Corona britannica, per rinnovare una splendida casa georgiana, Elvaston Place (il riferimento è ad una delle principali strade che attraversano il distretto). Nel 2010, infatti, gli stessi architetti la trasformarono in una maisonette con quattro camere da letto unificando i due appartamenti preesistenti. Da allora, lo spazio che si sviluppa sui tre piani occupando circa 350 metri quadrati di superficie è un luogo versatile sempre pronto a dare il benvenuto ad arte e design. Se l'aspetto esterno dell'edificio riflette l'architettura vernacolare del borgo, gli interni accolgono la contemporaneità: Michaelis Boyd combina così classici pezzi d'arredo con un'importante ed eclettica collezione museale di oggetti e fotografia.

Photo credit: Gavriil Papadiotis
Photo credit: Gavriil Papadiotis

Una delle principali sfide di progettazione per il team di architetti dello studio fondato nel 1996 è stata quindi quella di trovare soluzioni continuative per far convivere arte e quotidianità, eccezionale e comune. Questo ha portato all'ideazione di una nuova scala ispirata al galleggiante rosso “Staircase-III” di Doh Ho Suh, esposto al Tate Modern nel 2010. Collegando i due piani, questa scultura da attraversare, realizzata in acciaio rosso forato, fluttua sopra il pavimento del soggiorno. In collaborazione con Diapo e Webb Yates Engineers, i progesstisti hanno saputo così mantenere l'integrità pratica della rampa, ovvero la capacità di unire e collegare in un sali e scendi continuo, senza rinunciare a quel tocco bizzarro e ludico che strizza l'occhio al design d'autore. "Con questa particolare scala volevamo creare un oggetto-statement che fosse allo stesso tempo scultoreo e funzionale", ha dichiarato infatti Alex Michaelis.

Photo credit: Gavriil Papadiotis
Photo credit: Gavriil Papadiotis
Photo credit: Gavriil Papadiotis
Photo credit: Gavriil Papadiotis

La dichiarazione di intenti dell'intero complesso abitativo è così rafforzata: aprirsi alla vita domestica per promuovere fluidità e interazione giocosa. Lo spazio si articola infatti in una serie di nicchie a sé stanti che, all'ombra di strutture in vetro e acciaio, si separano le une dalle altre senza limitazioni percettibili. Al primo piano, ecco uno studio aperto sulla zona lounge e una cucina di Bulthaup che si arrotola intorno a un'isola centrale sormontando un pavimento di pietra calcarea. Da lì, l'orizzonte spaziale si rivolge alla sala da pranzo situata in una baia adiacente alle finestre che, seguendo la tipica simmetria matematica delle architetture georgiane (l'altezza di una finestra veniva calcolata in funzione della larghezza o la forma di una stanza), restituiscono una serie di affacci ritmici sulla strada.

Photo credit: Gavriil Papadiotis
Photo credit: Gavriil Papadiotis
Photo credit: Gavriil Papadiotis
Photo credit: Gavriil Papadiotis
Photo credit: Gavriil Papadiotis
Photo credit: Gavriil Papadiotis

Al secondo piano, la luce screziata colpisce il bianco delle pareti dipinte che circondano la scala mentre il pavimento in rovere a spina di pesce conduce a quattro camere da letto, un bagno in comune e due sale da bagno en suite. Dominano i contrasti sottili tra il chiaro e lo scuro, pattern geometrici e ampie vetrate che si affacciano sulla città.

Photo credit: Gavriil Papadiotis
Photo credit: Gavriil Papadiotis
Photo credit: Gavriil Papadiotis
Photo credit: Gavriil Papadiotis
Photo credit: Gavriil Papadiotis
Photo credit: Gavriil Papadiotis