Il travaglio parallelo di Forza Italia e 5 stelle sulla riforma del Mes

Federica Fantozzi
·Giornalista
·1 minuto per la lettura
ROME, ITALY - JULY 01: Italian Deputies wearing the protective masks attend the weekly question time session at the Camera dei Deputati (Chamber of Deputies) on July 1, 2020 in Rome, Italy. The Prime Minister Giuseppe Conte answers the traditional question time at the Chamber of Deputies on issues of internal politics, ESM (European Stability Mechanism) and post Covid-19 (Coronavirus) measures. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)
ROME, ITALY - JULY 01: Italian Deputies wearing the protective masks attend the weekly question time session at the Camera dei Deputati (Chamber of Deputies) on July 1, 2020 in Rome, Italy. The Prime Minister Giuseppe Conte answers the traditional question time at the Chamber of Deputies on issues of internal politics, ESM (European Stability Mechanism) and post Covid-19 (Coronavirus) measures. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)

“Abbiamo bisogno di un chiarimento, ragazzi così è dura da spiegare”, “Questa posizione ondivaga e indecisa finisce per essere non difendibile”, “Dobbiamo metterci una pezza”. Le chat dei gruppi parlamentari di Forza Italia a metà pomeriggio ribollono di perplessità e malumori. Le due capigruppo, Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini, e poi lo stato maggiore berlusconiano, intervengono per placare gli animi, spiegando che c’è stato “un equivoco” tra Mes “generale” e Mes “sanitario”. Ma il subbuglio perdura, al punto che si decide di aspettare a chiarirsi quando ci saranno le condizioni per “un confronto sereno”. La nota di Silvio Berlusconi che posiziona Forza Italia sul no in vista del voto del 9 dicembre spiazza i suoi e dilania il partito.

È successo che Matteo Salvini, in vista del voto sulla riforma del Mes, ha avvisato gli alleati: “Chiunque in Parlamento approverà questo oltraggio, questo danno per l’Italia e per le generazioni future si prende una grande responsabilità. Se lo fa la maggioranza non mi stupisce. Se lo fa qualche membro dell’opposizione finisce di essere compagno di strada della Lega perché si ipoteca il futuro dei nostri figli”. Messaggio indiretto a Silvio Berlusconi: se voti sì al Mes, addio centrodestra. Una posizione diversa, e assai più forte, rispetto a quella espressa da Giorgia Meloni dopo lo “sgarbo” dell’accelerazione azzurra sullo scostamento di bilancio: “Il Mes è l’unico tema su cui siamo divisi e un voto differente fra noi lo metto in conto, ma una divisione non peserebbe come una eventuale sulla manovra”. Va detto che per la Lega – da Bagnai ai capigruppo Romeo a Molinari - il Mes è un tema politicamente più dirimente. Ma certo, stavolta è il Capi...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.