Il voto del M5S scivola sul Pd, e adesso?

Le elezioni regionali di domenica hanno avuto una evidente valenza politica. Da una parte sulla tenuta del governo Pd-M5S, dall'altra sulla capacità di Salvini di dare la famosa "spallata" all'esecutivo.

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A bocce ferme, un dato è incontestabile: la profonda crisi che sta attraversando il Movimento 5 Stelle. In Emilia Romagna gran parte degli elettori pentastellati ha voltato le spalle al Movimento (e al suo candidato Simone Benini), per votare il Pd Stefano Bonaccini, uscito vittorioso dalle urne sulla leghista Lucia Borgonzoni che correva per il centrodestra.

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L'Istituto Cattaneo - che ha confrontato i flussi elettorali delle Europee 2019 con quelli delle regionali 2020 - ha messo in risalto come, domenica scorsa, due grillini su tre abbiano “cambiato idea” dando il voto al Pd. Risultato, i consensi del M5S sono calati a picco. Lo scivolamento a sinistra, per contro, è stato considerevole, se si ricorda la débâcle vissuta dal Pd alle elezioni Europee del 2019, dove la Lega trionfò e il centrodestra superò del 7% la coalizione di centrosinistra.

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Il risultato di domenica, che ha visto la coalizione guidata dal Pd recuperare 14 punti rispetto alle Europee 2019, ha decretato il successo di Bonaccini e, a livello generale, rappresenta un elemento di novità per gli equilibri dell'attuale maggioranza di governo.

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Per il Pd il successo ottenuto alle Regionali potrebbe rappresentare un'invitante occasione per rivendicare un ruolo guida nell'esecutivo e pretendere eventuali rimpasti. C'è stato chi, come Andrea Orlando, ha esplicitato questa istanza ("bisogna modificare l’asse politico del governo"), anche se Nicola Zingaretti ha invitato a stemperare gli animi, proseguire con ancor maggiore convinzione l'azione di governo (la "fase due") ed evitare attacchi al Movimento: "Non cambiano gli equilibri con gli alleati, - ha detto il segretario del Pd - dobbiamo insieme governare bene e trovare le soluzioni, senza piantare bandierine".

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Parola d'ordine, per Zingaretti, è dunque collaborazione con i 5 stelle. In particolare in vista delle prossime regionali di primavera in Puglia, Toscana, Marche e Campania, dove il segretario del Pd caldeggia "alleanze ampie" per fronteggiare la Lega di Salvini e il centrodestra.

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