Il voto pesa. Orlando a M5S: "Asse del Governo cambia". Zingaretti: "Ora fase 2"

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Andrea Orlando e Nicola Zingaretti

 Il Pd mette il risultato elettorale sul tavolo del Governo. Andrea Orlando, ai microfoni di Radio Capital, ritiene “giusto che oggi si usi questo risultato per modificare l’asse politico del Governo su molte questioni. Ad esempio il M5S, dopo questa severa sconfitta, dovrebbe rinunciare a un armamentario che non paga elettoralmente e che rende difficile l’attività di governo” afferma il vice segretario del Partito Democratico nel corso di Circo Massimo. “Ad esempio, sulla questione della giustizia dovrebbe esserci una disponibilità al confronto superiore a quella che c’è stata finora”.

Dopo la vittoria di Stefano Bonaccini in Emilia Romagna, per Andrea Orlando, in sintesi, “il Governo è più forte e Salvini è più debole”. In campagna elettorale “ha fatto bene Bonaccini a rivendicare il lavoro fatto, Salvini invece ha sbagliato a polarizzare il voto. E in questa dinamica hanno pesato molto le Sardine”, ragiona l’ex ministro della Giustizia. “Il fatto che un movimento di quel tipo si sia messo in campo e abbia galvanizzato un pezzo di elettorato è stato molto importante. Sono stati anche il frutto del modo in cui Salvini ha polarizzato, estremizzato, reso aggressivo il messaggio. Anche con la scampanellata finale, Salvini è riuscito a mobilitare un elettorato di centrosinistra astensionista, che anche in Emilia era vasto”. Alla domanda se senza le sardine il Pd avrebbe vinto lo stesso, Orlando risponde: “Senza la mobilitazione della società il Pd non avrebbe vinto”.

 

 

Dopo le elezioni, il Pd deve rifondarsi. ”È di nuovo il primo partito dopo due tornate in cui in Emilia Romagna era molto distante dall’esserlo” rimarca Orlando, “dopo due scissioni, siamo il partito di maggioranza relativa con una crescita significativa. Ora bisogna andare a un momento riformativo. Penso che questo sia un passaggio giusto. C’è bisogno di aprire il partito e di rimettere in discussione gli organismi dirigenti”.

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