Illusions Perdues, Mona Lisa and the Blue Moon e Ariaferma, anima e sentimento, e l'Italia che vince

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Che dire della giornata di ieri, dove il minimo è stata l’armoniosa bellezza di Illusions Perdues di Xavier Giannoli tratto da Balzac, in cui perfidie sull’editoria e il giornalismo diventano verità di oggi pronunciate in duetti eccelsi tra Vincent Lacoste, sempre più bravo, e Gérard Depardieu o tra le braccia di Cécile De France? Che dire, insomma, se uno dopo l’altro abbiamo visto bei film e talvolta qualcosa di più? Bello, simpatico, un po’ matto, ruffianone il giusto, ma anche tanto funny è Mona Lisa and the blood moon di Ana Lily Amirpour, strizzata d’occhio femminista (ormai non serve più nemmeno dirlo, vero?) all’exploitation Anni 70, nudies e strip-tease, manicomio e camicia di forza, Women in cages alla Corman per i più cinefili, la ragazzina asian con poteri speciali e spaventevoli. Kate Hudson (nella foto in alto), Jun Jong-seo e il bimbo prodigio Evan Whitten sono un trio formidabile in questo mix letale che sembra puntare al gore e invece è “Anime” e sentimento.

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Ma veniamo al punto, alla grande Italia: bellissimo, senza “se” e senza “ma”, Fuori Concorso, Ariaferma di Leonardo di Costanzo, il film che ci ha strappato il cuore. Nel carcere di Mortana, luogo immaginario, in via di smobilitazione restano una dozzina di detenuti con pochi agenti guidati dall’ispettore di polizia penitenziaria Toni Servillo. L’atmosfera è elettrica, ma nel silenzio delle istituzioni tutto può succedere, qualcosa avvicina i due poli opposti, umanizza la distanza tra carcerieri e carcerati, anche se solo per un po’, senza esagerare.

Di fronte al Servillo servitore dello stato si staglia un gigantesco Silvio Orlando, intriso di toni e sfumature che respirano sottopelle, nonché subitanei lampi di crudeltà: si intuisce che è ed è stato il boss, che il suo carnet criminale è da brivido, ma, per l’occasione, l’astuzia diabolica diventa mediazione. È lui che, in cucina, sotto sorveglianza, s’inventa un vitto per sopire la rabbia, ingredienti sotto chiave, grembiule indossato come cosa sacra e sacrificale. Due interpreti così, Servillo e Orlando insieme, placano anche la nostra fame accumulata di cinema, ma c’è sempre spazio per la bellezza, e per fortuna torneranno entrambi in scena al Lido fra poche ore, Orlando con Il bambino nascosto e Servillo con Qui rido io.

Anime e sentimento. E l'Italia che vince. (Comunque).

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