Ilva, l'azzardo dell'acciaio di Stato

Giuseppe Colombo
·Business editor L'Huffington Post
·2 minuto per la lettura
Italy. Taranto Italsider Steel Mill. 70s. (Photo by: Marka/Universal Images Group via Getty Images) (Photo: Marka via Getty Images)
Italy. Taranto Italsider Steel Mill. 70s. (Photo by: Marka/Universal Images Group via Getty Images) (Photo: Marka via Getty Images)

La consapevolezza della politica che l’Iri - la mastodontica macchina statale della politica industriale del Paese - non era più in grado di tenere nella pancia un asset strategico come l’acciaio è maturata nel 1995. Governo Dini: l’Ilva Laminati Piani veniva venduta ai Riva per 1.649 miliardi di lire. E con 1.500 miliardi di lire di debiti. Iniziò così la lunga stagione della privatizzazione, terminata il 26 luglio del 2012 con il sequestro dell’impianto di Taranto e la cacciata della famiglia. E da allora è iniziata un’altra storia, fatta di una raffica di commissari statali, di un colosso - Mittal - che è entrato dentro e poi ha brandito l’addio, di un declino che ha trascinato la produzione al minimo storico. E ora sta per iniziarne un’altra, che ribalta la consapevolezza di 25 anni fa e che vede la politica, meglio il Governo, farsi carico di un salvataggio pubblico. Di più: dell’idea che sarà lo Stato a risollevare le sorti del gigante malato.

Ci sono i soldi, circa 400 milioni, c’è il cavallo di Troia - Invitalia, la holding del Tesoro per lo sviluppo - e c’è anche una promessa, quella di riportare la produzione a 8 milioni di tonnellate nel giro di cinque anni. Quasi triplicando quella attuale. E garantendo, sempre nel 2025, la piena occupazione, cioè che gli 8.200 lavoratori (10.700 se si considera l’intero gruppo in Italia) impiegati oggi da Mittal a Taranto siano ancora tutti dentro l’impianto tra cinque anni, solo però dopo essere passati, la gran parte di loro, dalle forche caudine della cassa integrazione. Di tutto questo si anima la consapevolezza del Governo, unita al fatto che dalla fine della stagione dei Riva a oggi di tempo ne è stato perso tanto e senza trovare una soluzione. Ecco, la consapevolezza di venticinque anni fa lasciò spazio ai Riva, al privato, alla necess...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.