In India sono state reclutate per la prima volta persone transgender come poliziotti

Di Carlotta Sisti
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Photo credit: reddees - Getty Images
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From ELLE

L'India è un mosaico, anzi un caleidoscopio fatto di migliaia di frammenti, e come tale, se ti fermi a guardarne uno, vedrai una cosa, ma non appena un altro catturerà il tuo sguardo, avrai davanti agli occhi il suo opposto. Il gigante governato da Modi, hindu ultra ortodosso, è magma in continuo movimento, tanto che trovarsi a scriverne, in un lasso di tempo molto ristretto, significa raccontare vicende che rispecchiano le spaccature di una società tanto radicata nel passato, quanto volenterosa di conquistarsi un futuro più progressista.

L'India è il paese dove ogni 15 minuti una donna subisce violenza sessuale, ma è anche il centro di uno dei movimenti femministi più forti e determinati, che s'adopera senza sosta per aiutare le donne, soprattutto quelle delle zone rurali, a portare a termine il percorso scolastico, a trovare un lavoro, ad emanciparsi dalla famiglia. In una società dove il sistema delle caste è ancora centrale e determina in modo assoluto il grado di importanza di un essere umano rispetto ad un altro, oggi arriva, tuttavia, una notizia che parla proprio di abbattimento del pregiudizio e di conquista di agognati diritti civili per la comunità transgender. Pochi giorni fa, infatti, la regione del Chhattisgarh è diventata il primo stato indiano ad accogliere una corte di persone transgender nel suo college di addestramento per diventare poliziotti, dopo che 13 si sono qualificati con risultati eccellenti. Non solo: l'alto ufficiale di polizia nello stato di Chhattisgarh, Durgesh Awasthi, non ha avuto altro che elogi per le sue nuove reclute, dicendo, con grande calore ed orgoglio di essere certo "che alcuni di loro si dimostreranno i migliori poliziotti che abbiamo mai arruolato".

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Ma il percorso, per arrivare a questo traguardo meraviglioso, è stato per molt* durissimo. Come racconta l'Hindustantimes, quando due anni fa la 23enne Tanushree Sahu, ha compilato il modulo per candidarsi come agente di polizia a Chattisgarh, a casa è scoppiato l'inferno: il suo "errore" fu quello di aver selezionato la categoria transgender al suo interno, facendo infuriare la sua famiglia. Il fratello l'ha aggredita con una verga di ferro, ferendola alla testa e l'ha cacciata di casa nel cuore della notte. I suoi genitori si rifiutarono di aiutarla e, ripudiata, Sahu iniziò a vivere con un amico, senza abbandonare il sogno di entrare nel college di addestramento della polizia.

Sahu è tra le 13 persone transgender che la polizia del Chhattisgarh ha reclutato, ma il giorno in cui è arrivata la sua lettera di selezione, la famiglia l'ha chiamata per dirle: "Sei un chhakka (un termine dispregiativo usato per i transgender), sei stata selezionata nella categoria chhakka, ci hai causato tanta vergogna. Vorremmo che fossi morta". L'India, le sue rette parallele che non trovano punti di incontro. Ma Sahu è ormai fuori dall'influenza tossica della sua famiglia, e al magazine indiano ha detto di star solo "aspettando con impazienza il giorno in cui uscirò con l'uniforme della polizia. So che la mia famiglia si vergognerà ancora di me, ma non importa più. Mi importa solo del giorno in cui potrò difendere coloro che hanno subìto un torto, allora sarò davvero orgogliosa di me stessa Gli attacchi ai transgender sono un evento frequente ed impunito, perché le persone trans hanno paura ad andare alla stazione di polizia, perché temono di essere scherniti. Voglio contribuire cambiare questa situazione per sempre".

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A monte di tutto, c'è il bellissimo rapporto di collaborazione tra l'ufficiale Awasthi e Vidya Rajput, 43 anni, notissima leader della comunità trans e LGBTQI+ dello stato del Raipur. Rajput ha lanciato l'appello a prendere coraggio e candidarsi e 27 hanno accettato la sfida. Per l'esame scritto, ha raccontato al Guardian "hanno studiato come demoni fino alle 2 del mattino per mesi. Prepararsi per il test di idoneità fisica, invece, è stato ancora più difficile. Pochissim* di noi erano in perfetta forma fisica, ed in più non avevano vestiti sportivi o scarpe da ginnastica". Solidale fino in fondo, il governo dello Chhattisgarh è intervenuto per fornire tutto il necessario, ma le prime settimane al campo di addestramento, dove, insieme a più di 100 altri candidati, sono stati sottoposti alle prove fisiche on sono state facili.

“I nostri corpi - ha detto al Guardian la nuova recluta Tanushree Sahu - non erano allenati. Eravamo pien* di contusioni e ferite da caduta. È stato molto difficile, ma la signora Rajput non ci ha permesso di arrenderci". Le reclute trans hanno dovuto sottoporsi alla loro formazione affrontando lo stress della loro vita quotidiana: povertà, pestaggi dei genitori, sfratti dei proprietari e molestie. “Sono orgogliosa di loro - dice oggi Rajput - Tutti devono rendersi conto che le loro vite non sono state altro che negatività, isolamento e solitudine e improvvisamente sono stati chiamati a raccogliere le loro risorse emotive per farcela. E l'hanno fatto". Non solo, hanno compiuto una piccola rivoluzione, che ora non aspetta altro che iniziare a portare un cambiamento sempre più capillare in una società ostica, ma che, come abbiamo visto, lascia spazio a spiragli di belle e buone speranze.