Insieme, a testa alta, l'empowerment femminile by Dior

Di Alessandro Argentieri
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Photo credit: VALERY HACHE - Getty Images
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From Marie Claire

Se avete dei problemi in ambito lavorativo o sociale, ricordatevi questo hashtag: #DiorChinUp perchè dovrete essere “a testa alta”, per quanto ne dicano gli altri, se il vostro è un progetto che aiuta voi e altre donne. A ricordarvelo ci sono undici personalità che ce l'hanno fatta, eccellenze nel loro campo che hanno aderito all’iniziativa di empowerment femminile lanciata da Dior e Christian Dior Parfums. Modelle, scienziate, attrici, imprenditrici condividono in video sul sito della maison e sui social, esperienze che possano ispirare ed essere esempio per tutte. Allo stesso tempo supportano le maison che con il Charlize Theron Africa Outreach Project, diffonde, tramite una rete di organizzazioni benefiche, la lotta contro l’Hiv e la bassa scolarizzazione femminile nell’Africa subsahariana. Christian Dior Parfums s’impegna a coprire per quattro anni le spese di una borsa di studio che permetterà alle giovani di compiere il percorso d’istruzione. Delle 11 ambasciatrici abbiamo incontrato a Grasse la floricoltrice Carole Biancalana, i cui fiori sono preziosi ingredienti di profumeria per Dior, fra cui la tuberosa dell'ultimo J'Adore Infinissime.

Photo credit: Alessandro Argentieri
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Dalla finanza ai campi: quanto è stato difficile cambiare vita?
La scelta di tornare a lavorare la terra della mia famiglia è venuta dal cuore. È più complicato affrontare gli agricoltori che al mattino ti vedono truccata o ben vestita con le ceste da portare ai laboratori. All'inizio mi dava fastidio. Non lo capivo perché anche se facciamo lavori con la terra non significa che bisogna vestirsi da contadine per la vita. Anzi. Diciamo che le battute, lo humour e una certa dimenticanza mi ha aiutato. Mio padre e tutta la mia famiglia poi mi sono sempre stati vicini.

Quali vittorie ha raggiunto?
Ognuna è come un mattone in un edificio: più che contare quali o quante caselle ho riempito, penso a quelle che posso far riempire agli altri. Tengo delle lezioni nelle scuole con indirizzo agricolo, ho uno spazio dove chi studia profumeria può venire a sentire gli odori e i profumi dei fiori veri. E cerco di fare comunità con altri per far ricrescere mondi perduti. L'allevamento della tuberosa, ad esempio, non è stato così facile. I colleghi ti vendono qualche bulbo e poi spetta a te moltiplicarli di anno in anno. Non proprio una passeggiata nel verde...

Photo credit: Courtesy Dior
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Chi sono le donne che la ispirano?
Alexandra David-Néel su tutte. Esploratrice, scrittrice e cantante lirica del secolo scorso. In bicicletta andò dal Belgio alla Spagna per poi fermarsi a studiare filosofie orientali in Francia. Amava la musica tibetana e il Giappone. Si è innamorata molte volte, ma amava essere libera. Che poi è quello che auguro a mia figlia. E poi voglio nominare, anche se non c'è in questo progetto, Natalie Portman: è venuta nei campi con me e sapeva già ogni cosa. Vuoi perché è vegana e vuoi perché si percepiva che era attenta a tutto e tutti.

Ha mai incontrato qualche altra donna del movimento #DiorChinUp?
Charlize Theron a una festa al castello de la Colle Noire, qui vicino a Grasse, ma non abbiamo neanche quasi parlato tanta la gente la voleva e la circondava. Ma non serve, sono vicino a tutte. L'importante è andare avanti, trasmettere un messaggio di forza e speranza.

#DiorChinUp è un movimento femminile. Cosa pensa di iniziative simili?
Apprezzo farne parte. Ma non sopporto l'integralismo, preferisco la diversità e la collaborazione. Non lottiamo contro gli uomini ma con gli uomini. Vince chi trova prima le soluzioni ai problemi.

Ma ci sono ancora diseguaglianze da colmare...
Certo, come al Pantheon di Parigi. Ospita solo cinque donne su 80 personaggi della storia di Francia. La prima a riposare lì è stata Sophie Berthelot il cui marito Marcellin Berthelot, uno scienziato che si era distinto nelle sue ricerche grazie, parole sue, «alle virtù coniugali». E lui aveva chiesto di essere sepolto nel Pantheon solo se in futuro ci fosse stata anche sua moglie. Un altro esempio di cooperazione e non di lotta fra personalità.

Photo credit: Alessandro Argentieri
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