Insulti razzisti ai giocatori inglesi: la condanna di Beckham, Hamilton e Naomi Campbell

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Il mondo dello spettacolo condanna duramente gli insulti razzisti piovuti addosso ai giocatori di colore dell’Inghilterra, dopo la sconfitta contro l’Italia.

Nel mirino dei “tifosi” inglesi sono finiti Marcus Rashford, Jadon Sancho e Bukayo Saka, i tre calciatori che hanno fallito i penalty nella finale di Wembley contro la Nazionale di Roberto Mancini.

Dopo le parole di sdegno dell’allenatore Gareth Southgate, del Primo Ministro Boris Johnson e del Principe William, anche l’ex capitano della Nazionale David Beckham si è scagliato contro gli autori degli insulti, difendendo invece i tre giocatori.

«So quanto questo farà male, ma avete l'orgoglio e la gratitudine del vostro Paese per ciò che avete raggiunto in modo meritato», ha scritto Beckham su Instagram. «Chi non supporta e rispetta ognuno di voi oggi non è un tifoso dell'Inghilterra. Nella vittoria e nella sconfitta, siamo con voi... Tenete alta la testa».

Sacha Baron Cohen, star di «Borat», si è invece appellato al fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, e al capo di Twitter, Jack Dorsey, per provare ad arginare l’odio in rete.

«Hey Mark Zuckerberg & Jack Dorsey, Facebook, Instagram e Twitter stanno diffondendo attacchi razzisti contro questi atleti neri», ha scritto l’attore. «Il razzismo online è l’anticamera di reati d’odio nella vita reale. È giunta l’ora che liberiate le vostre piattaforme dal razzismo, una volta per tutte!».

Sconcerto anche da parte del campione della Formula 1, Lewis Hamilton: «La pressione di ottenere un risultato è sulle spalle di ogni atleta ma quando sei una minoranza a rappresentare il tuo paese allora diventa un’esperienza su più livelli. Il successo è una doppia vittoria, così come un errore diventa un fallimento doppio quando è accompagnato da offese razziste. Volevo così tanto la vittoria, così come tutti voi, ma per me sarebbe stata molto di più di una vittoria agli Europei. Tuttavia, il comportamento disgustoso dei pochi razzisti dimostra quanto lavoro ci sia ancora da fare. Spero che questi episodi aprano un dibattito sulla tolleranza. Dobbiamo mirare a una società che non chieda ai giocatori di colore di dimostrare il loro valore o il loro posto in una società solo tramite un successo sportivo. In definitiva, tutta la nazionale inglese deve essere orgogliosa dei suoi risultati e del modo in cui ci ha rappresentato».

Il capitano Harry Kane ha difeso i suoi compagni di squadra, condannando a sua volta gli attacchi razzisti. «Questi tre ragazzi sono stati fantastici per tutta l’estate, hanno avuto il coraggio di reagire e assumersi le loro responsabilità quando la posta in gioco si è alzata».

«Meritano sostegno e appoggio e non i vili abusi razzisti, che ricevono dalla scorsa notte. Se insultate qualcuno sui social media, allora non siete dei fan dell’Inghilterra e noi non vi vogliamo», ha aggiunto Kane.

Naomi Campbell ha definito «disgustosi» gli insulti razzisti, mentre Tom Holland ha così commentato: «Non siete degni del vostro paese. Questi giocatori meritano rispetto. Ci hanno dato tanto in un momento molto difficile e dovrebbero essere trattati da re e non presi a calci mentre stanno a terra col morale. A Saka, Rashford e Sancho, tutto il mio appoggio e il mio incitamento a reagire. Siete tre leoni e tutti gli inglesi con un minimo di decenza sono orgogliosi di voi, della squadra e di tutto lo staff, e tiferemo per voi anche ai Mondiali».

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