Inter-Ludogorets, i calciatori bulgari con guanti e mascherina

REUTERS/Stoyan Nenov

Mascherine, guanti e un epidemiologo a disposizione. Così hanno fatto il loro arrivo a Milano i giocatori del Ludogorets, la squadra bulgara impegnata giovedì nella sfida di Europa League contro l'Inter. Scesi dal pulman con tutte le precauzioni possibili hanno raggiunto l'albergo dove passeranno la notte prima del ritorno dei 16/esimi.

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Un atteggiamento che evidenzia la preoccupazione del team bulgaro già emersa nei giorni scorsi quando il club aveva chiesto chiarimenti alla Uefa e all'Inter sull'epidemia che ha bloccato il nord Italia, colpito anche nel calendario sportivo. Nonostante la partita si giochi a porte chiuse, molti tifosi bulgari hanno mostrato la propria preoccupazione per la salute dei calciatori dei loro beniamini.

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"Tutti sono preoccupati per il coronavirus. Siamo consapevoli che la Uefa ha considerato il rischio che corre. Tuttavia, come organizzazione - afferma Angel Petrichev, amministratore delegato del Ludogorets - mette al primo posto la sicurezza di calciatori e tifosi. I colleghi dell'Inter non mostrano molta preoccupazione. Suppongo che se ci fosse stato qualcosa di inquietante ci avrebbero informato. Abbiamo preso alcune misure serie. In questi giorni siamo stati in contatto con diverse istituzioni. Abbiamo negoziato tutto. Tutto è stato spiegato ai giocatori".

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Le indicazioni dell'Oms e della Uefa non hanno rassicurato la squadra, che non solo si è portata a seguito un epidemiologo, ma ha comprato 150 mascherine per tutelare l'intera delegazione e assicurerà a tutti i test da effettuare all'Accademia medica militare una volta tornati in Bulgaria.

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C'è però anche chi si sente dispiaciuto per la mancanza di tifosi anziché essere preoccupato per l'allarme da coronavirus: "L'isteria è un po' più grande di quanto dovrebbe essere - tranquillizza il capitano Svetoslav Dyakov - Abbiamo atteso questa partita contro una grande squadra perché arrivassero più persone. Non è bello per noi giocare in uno stadio vuoto".