Ipermetropia: quali sono i sintomi e di cosa si tratta

ipermetropia

Per capire quali sono le cause patologiche dell’ipermetropia è necessario soffermarsi sulla struttura anatomica dell’occhio e come le varie parti che lo compongono funzionano (fisiologia) permettendoci di vedere tutto ciò che ci circonda. La parte più esterna, quella visibile che sporge dal massiccio facciale, è detto globo oculare mantenuto nella sua posizione da dei muscoli che ne permettono anche il movimento. Essa si compone della cornea, una membrana trasparente che funge da lente, dalla sclera, la parte bianca dell’occhio, dall’iride e dalla pupilla. La prima rappresenta la parte colorata dell’occhio ed è composta da una membrana pigmentata che ha la funzione di diaframma, la seconda, un foro situato al centro dell’iride che attraverso movimenti di contrazione o di rilascio permettono il passaggio di più o meno della luce a seconda delle esigenze. Le restanti strutture invece si trovano all’interno del cranio e non sono visibili. La luce dopo essere stata rifratta dalla cornea e dal cristallino entra attraverso la pupilla e colpisce la retina dove si forma un’immagine più piccola e rovesciata rispetto a quella reale. Da qui l’immagine viene inviata attraverso il nervo ottico all’encefalo che ne elabora il contenuto e ci permette di vedere.

In pratica l’occhio può definirsi un “prolungamento del cervello” verso il mondo che ci circonda e quindi l’individuazione di malattie e la conseguente cura è importantissima per la salute di tutto il corpo.

Ipermetropia: cos’è

L’ipermetropia è un difetto visivo dove a seguito di una messa a fuoco non ottimale si ha la sensazione di vedere sfuocato sia da vicino che, in età adulta anche da lontano.

Il disturbo dell’ipermetropia è da ricercare nella scorretta messa a fuoco dell’immagine che invece di cadere sulla retina avviene dietro. Nel bambino appena nato può essere normale per la possibile immaturità dell’occhio, con il crescere questo disturbo va a scomparire. Nel bambino ipermetrope non sempre il disturbo visivo è presente in quanto l’occhio mette a fuoco e accomoda attraverso un ispessimento ed un aumento della curvatura del cristallino utilizzando i muscoli adibiti allo scopo. Il continuo sforzo accomodativo comporta però la comparsa di sintomi aspecifici quali nausea, mal di testa, stanchezza oculare, prurito.

L’ipermetropia non può essere prevenuta ma è importante che venga eseguita una diagnosi precoce prima che compaiono i primi sintomi visivi. Per questo è importantissimo che il bambino sia sottoposto a delle visite di controllo in età prescolare e scolare per evidenziare quanto prima questo difetto. Nei pazienti adulti soprattutto dopo i 40 anni l’ipermetropia può essere confusa con altre patologie a carico dell’occhio quali la presbiopia o vista stanca. Anche se i sintomi sono similari all’ipermetropia in questo caso la causa va ricercata in una perdita di elasticità del cristallino che quindi fatica nell’accomodamento.

Come curarla

Nel bambino se dopo la visita oculistica viene diagnosticata una forma di ipermetropia normalmente lo specialista tenterà di correggere il difetto con la prescrizione di occhiali dotati di lenti positive. Se nell’adulto e mediamente dopo i 45 anni la patologia continua a peggiorare potrà essere necessaria la prescrizione di lenti multifocali utili per migliorare la vista sia da lontano che da vicino. Possono essere opportune anche soluzioni di tipo chirurgico come quella detta refrattiva dove è opportuno l’utilizzo di una terapia laser. in Alcuni casi selezionati può rendersi necessaria la cheratocoagulazione radiale che consiste nel rimodellare chirurgicamente il cristallino dandogli una maggiore curvatura. In alternativa alcuni centri praticano anche la sostituzione del cristallino.