Irbm, accordo con azienda Usa per potenziali anti epatite B

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Si presentano come potenziali farmaci innovativi per il trattamento dell'epatite B cronica. E sono 'made in Italy', ideati e sviluppati da realtà tricolore: Irbm, in collaborazione con Promidis Srl e Cnccs Scarl (aziende affiliate), con l'Irccs Ospedale San Raffaele di Milano e con l'Istituto nazionale genetica molecolare (Ingm). Oggi l'annuncio di un accordo con l'azienda statunitense biofarmaceutica Antios Therapeutics, per la cessione dei diritti di proprietà intellettuale di "una nuova serie di modulatori dell'assemblaggio del capside (Cam) di quarta generazione".

Il candidato preclinico che verrà selezionato da questa classe di Cam sarà il secondo agente anti-Hbv presente nel portafoglio di Antios per la cura dell'epatite B cronica. La selezione è prevista per la prima metà del 2022 con l'inizio dello sviluppo clinico a metà del 2023. Il valore potenziale totale di tale accordo, riferiscono le parti in una nota, "ammonta a 50 milioni di dollari oltre alle royalties". Antios, con "la sua esperienza nell'identificazione e progressione in clinica di nuovi agenti anti-Hbv, è l'azienda ideale per avanzare velocemente tali composti in clinica verso una potenziale futura commercializzazione", ha spiegato Raffaele De Francesco, co-inventore della nuova serie Cam e responsabile del laboratorio di virologia di Ingm.

"A differenza dei Cam tradizionali, crediamo che queste molecole posseggano un meccanismo d'azione aggiuntivo - ha osservato Katherine Squires, capo della ricerca e sviluppo di Antios - Tale profilo innovativo osservato negli studi in vivo unitamente alla notevole potenza in vitro nonché all'ottimo profilo di sviluppabilità rende i nostri Cam tra i migliori composti identificati ad oggi in tale settore. Tale classe di Cam permetterà di ampliare il portafoglio di molecole anti-Hbv di Antios e offrirà nuove opportunità per lo sviluppo di farmaci potenzialmente efficaci per la cura dell'epatite B cronica".

"La speranza è che lo sviluppo di questi composti possa portare un beneficio significativo ai 296 milioni di persone nel mondo che vivono attualmente affetti da questa malattia devastante", ha aggiunto Romano Di Fabio, Corporate Director of Small Molecule R&D in Irbm e autore di oltre 70 brevetti internazionali, il cui team ha progettato e poi ottimizzato questa nuova serie di Cam. L'accordo "è un chiaro esempio del potenziale esistente nella partnership tra mondo accademico e industriale italiano per lo sviluppo di nuove terapie utili al trattamento di patologie oggi ancora considerate non curabili", ha detto evidenziato Carlo Toniatti, Chief Scientific Officer di Irbm.

"Siamo lieti di aver identificato, per questo programma, un team di esperti che apprezza l'elevato potenziale osservato nel corso della caratterizzazione preclinica di questi composti, un potenziale che li distingue rispetto a Cam già esistenti", ha detto Luca Guidotti, vice Direttore scientifico del San Raffaele, pioniere nella ricerca traslazionale sull'epatite B e co-inventore della nuova classe di molecole Cam, che è stata identificata a partire da un templato chimico innovativo e ha mostrato "un'elevata potenza sia in vitro sia in vivo in un modello murino transgenico di infezione da Hbv", il virus dell'epatite B. I primi dati in vivo indicano inoltre un meccanismo d'azione differente: i nuovi Cam impediscono l'accumulo di capisdi vuoti all'interno degli epatociti, cellule del fegato, e così facendo eliminano target potenzialmente pericolosi di malattia immuno-mediata.

Antios è un'azienda focalizzata sullo sviluppo di terapie innovative per trattare e curare le malattie virali. Il suo principale candidato clinico di Fase 2b, ATI-2173, è un nuovo inibitore nucleotidico del sito attivo della polimerasi (Aspin) che, se approvato, ha il potenziale di diventare il farmaco di scelta nel trattamento giornaliero dell'epatite B cronica.

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