Italia e Recovery plan che non c'è. Il rischio di diventare incurabili

Alessandro Barbano
·Giornalista
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Conte con la Stampa a Palazzo Chigi  (Photo: Filippo Attili)
Conte con la Stampa a Palazzo Chigi (Photo: Filippo Attili)

In democrazia il peggio non è che il potere debordi, ma che il potere debordi senza che nessuno se ne avveda. Tanto più se il potere ha il volto rassicurante di Roberto Gualtieri. “Nessun ritardo sul Recovery Plan”, dice il ministro a Omnibus. “Ma che cosa arriva alle Camere e, soprattutto, quando lo vediamo?”, gli chiede Gianni Trovati, del Sole 24ore. La risposta è da manuale: “Il Recovery plan lo vedrete entro i tempi stabiliti per elaborare il Recovery plan”. Ma guarda un po’, non ci avevamo pensato. Il problema é che non c’è un cittadino, ma neanche un segretario di partito della maggioranza, che sappia quali siano questi tempi stabiliti. Magari perché nessuno li ha stabiliti. Oppure Gualtieri intendeva dire che vedremo il piano quando arriverà alla Commissione europea, chiamata a valutarlo?

Ma il premier va oltre. Senza la grazia del ministro, e con l’arroganza che da qualche tempo non si cura più di celare, attacca pubblicamente il quotidiano la Repubblica, reo di aver lanciato l’allarme di Bruxelles sul ritardo dell’Italia. “É una fake news - dice Giuseppe Conte, parlando l’altro giorno all’assemblea nazionale dei Comuni -. È stata inventata di sana pianta, perché noi abbiamo già presentato le nostre linee guida, convalidate da un passaggio parlamentare molto costruttivo”. Come se fosse normale che, alla vigilia del più grande programma di investimenti della storia repubblicana, non si sappia praticamente nulla dei progetti scelti, dei loro costi e dei loro obiettivi, della governance e della metodologia per raggiungerli.

Ci sono, dice il premier, le linee guida. E tanto basta. Dal 9 ottobre stanno su un paper del governo a indicarci che investiremo su digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, rivoluzione verde e transizione ecologica, infra...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.