J ean-Louis Trintignant nell’esplosiva estate del ’68 parigino in uno scatto inedito

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Photo credit: Claudio Masenza
Photo credit: Claudio Masenza

Jean-Louis Trintignant nell’esplosiva estate del ’68 parigino recitò nelle stesse strade della contestazione studentesca. Stava girando il film Il ladro di crimini, diretto dalla moglie Nadine. Sul set, come fotografo di scena, c’era anche Claudio Masenza, che è legato all’attore francese da una profonda amicizia.

«È stato una specie di padre per me», rivela. «L’avevo conosciuto in Italia l'anno precedente ed era nato un rapporto molto bello, parlavamo di tante cose, anche intime e personali. Ero un ragazzino saputello e lui chiedeva il mio parere come se fossi un esperto, mi portava in giro per la città, mi ha presentato i suoi amici della Nouvelle Vague».

A chiamarlo a Parigi fu Nadine Trintignant. «Ci rimasi un mese e mezzo. Era una strana estate, insolitamente fredda, segnata da una costante atmosfera di pericolo. C’erano continui scontri con la polizia e noi eravamo sempre pronti ad afferrare le attrezzature e a fuggire. Anche il giorno in cui ho scattato questa foto, che mi è particolarmente cara, il cielo era cupo. Stavamo facendo un sopralluogo nella banlieue e Jean-Louis appare da solo con se stesso come gli capitava spesso, anche quando era in mezzo alla gente».

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